Le carte, le chat e il nodo delle pressioni: il caso Bucci e il Secolo XIX finisce in Procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La politica e l’informazione, a Genova, si sono ritrovate intrecciate in una vicenda che ha varcato la soglia del Palazzo di Giustizia. La Procura ligure, dopo un esposto del direttore Michele Brambilla, ha aperto un fascicolo – al momento contro ignoti – per fare luce sui presunti dossier che lo staff del presidente della Regione, Marco Bucci, avrebbe preparato per monitorare e criticare la linea editoriale de Il Secolo XIX. Al centro della contestazione, la cui natura dovrà essere ora valutata dai magistrati, c’è la sistematica attività di raccolta e commento di articoli, titoli e persino fotografie pubblicate dal quotidiano: un’analisi minuziosa, quella emersa nelle scorse ore, che secondo l’accusa di Brambilla non si limitava a una semplice rassegna stampa interna, ma conteneva veri e propri suggerimenti su come “riequilibrare” l’informazione, in particolare durante la campagna elettorale per le Comunali del 2025, finendo sulla scrivania dell’editore del giornale, Pierfrancesco Vago.

Il dietrofront del governatore e la versione dell’ufficio stampa

La posizione di Marco Bucci, in questa intricata querelle, ha subito una torsione nel giro di poche ore. In un primo momento, il governatore aveva smentito con forza qualsiasi paternità dei documenti, definendo l’accusa di dossieraggio un “grande equivoco” e negando di aver mai inviato materiale all’editore Vago. Poi, la sera stessa, è arrivato un clamoroso dietrofront: Bucci ha confermato l’esistenza degli incontri e degli scambi con il direttore Brambilla, lasciando intendere che l’invio di quei report – compreso un discusso “vademecum” con istruzioni per la copertura elettorale – potesse essere stato opera del suo staff o comunque inquadrato in un rapporto di “confronto costante”. Una versione, quest’ultima, fatta propria dal suo portavoce Federico Casabella, il quale ha ribadito come si trattasse di normali “rassegne stampa commentate”, frutto di un accordo informale con lo stesso Brambilla, un’affermazione, quest’ultima, che il diretto interessato ha definito “falsa e diffamatoria”.

Le accuse del direttore: “Bucci ha mentito, ho le prove”

A gettare benzina sul fuoco, e a trasformare la polemica politica in un caso giudiziario, è stata la reazione di Michele Brambilla. Il direttore del Secolo XIX, intervistato da La Stampa e poi in una serie di dichiarazioni pubbliche, non solo ha respinto al mittente l’idea di un accordo con il governatore, ma ha alzato il tiro sostenendo che Bucci avrebbe mentito in conferenza stampa laddove ha negato contatti con l’editore. “Posso dimostrare il contrario”, ha dichiarato Brambilla, annunciando di possedere chat e messaggi in cui si proverebbe che i dossier – da lui definiti “pieni di cose false” e paragonati a pratiche da “dittature sudamericane” – venivano regolarmente inoltrati a Vago. Un botta e risposta serrato, quello tra i due, che si gioca ora sulla pubblicazione delle conversazioni private: Bucci ha sfidato il direttore a rendere noti tutti i loro scambi, e Brambilla ha raccolto la provocazione, ponendo però una condizione – che vengano divulgati anche i messaggi tra il presidente e il suo editore, finendo poi per invitare Bucci a chiarire tutto davanti a un giudice.

Il nodo dell’indipendenza e il ruolo dell’editore

Mentre la politica locale si divide tra chi chiede le dimissioni di Bucci e chi invece minimizza, parlando di “normali dinamiche” tra istituzioni e stampa, sullo sfondo della vicenda resta la questione del rapporto tra potere e informazione. La stessa società editrice, Blue Media, è intervenuta per ribadire la piena indipendenza garantita alla direzione, sottolineando la “doverosa consuetudine di apertura e ascolto” verso le istituzioni, ma senza mai scadere in condizionamenti. I giornalisti del Secolo XIX, dal canto loro, attraverso il Comitato di redazione, hanno assicurato che continueranno il loro lavoro “in maniera libera e indipendente”, come sempre fatto nella storia del giornale. Tuttavia, il clima che si respira è quello di chi si sente spiato e giudicato: nei report, come ricostruito, si conteggiavano le righe dedicate ai vari candidati, si analizzava il taglio dei titoli e si criticavano le scelte fotografiche, un’attenzione quasi maniacale che, al di là delle definizioni formali, ha aperto una ferita profonda nel rapporto tra la massima carica istituzionale della Regione e il principale quotidiano cittadino.

Description: La Procura di Genova apre un fascicolo sui presunti dossier dello staff del governatore Bucci contro il Secolo XIX. Il direttore Brambilla querela e smentisce il presidente: "Ha mentito, ho le chat".

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