L'Unione europea abolisce la franchigia per i pacchi sotto i 150 euro, stretta sull'e-commerce cinese
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Redazione Economia
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I ministri delle finanze riuniti a Bruxelles nel Consiglio Ecofin hanno approvato, a maggioranza, l'abolizione di quella soglia che finora ha garantito l'esenzione dai dazi doganali per i pacchi postali di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra Ue. Una decisione che, sebbene inserita nel contesto più ampio della riforma del quadro doganale il cui avvio è previsto per il 2028, mira a trovare una soluzione transitoria per dare una risposta celere a un fenomeno commerciale divenuto pervasivo. L'intenzione dichiarata delle istituzioni comunitarie è infatti quella di porre un argine al flusso ormai incessante di piccole spedizioni, che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale, modificando profondamente le abitudini d'acquisto e il panorama stesso del commercio internazionale.
Il bersaglio della manovra
La misura, che di fatto introduce una tassazione su un volume enorme di merci che fino a oggi hanno beneficiato della franchigia, colpisce in modo particolare i colossi cinesi dell'e-commerce, i quali, come Shein, Temu e AliExpress, hanno costruito il proprio modello di business proprio sulla vendita diretta al consumatore finale e sulla spedizione di innumerevoli pacchetti di basso valore individuale. È proprio su di loro che si concentra la volontà di riequilibrio, poiché, come sostengono da tempo diversi stati membri, l'attuale esenzione creerebbe una condizione di svantaggio competitivo per le imprese europee, le quali sono invece soggette al pagamento dell'Iva e agli adempimenti doganali.
I tempi di applicazione della nuova norma
Sebbene il regolamento ufficiale, che introduce anche una piattaforma centralizzata per la gestione delle importazioni, sia calendarizzato per il 2028, il Consiglio Ue spinge affinché l'abolizione della franchigia diventi operativa in anticipo rispetto a quella scadenza. L'idea, sostenuta con forza dall'Italia e da altre nazioni, è di lavorare a un'applicazione transitoria della norma, che potrebbe così trovare spazio già nella prossima legge di bilancio e, nelle ambizioni dei ministri, entrare in vigore a partire dal 2026. Si tratterebbe di un'accelerazione significativa, dettata dall'urgenza di adeguare la fiscalità a un mercato in continua e rapida evoluzione.
Le modalità della tassazione
Il provvedimento approvato prevede l'applicazione di un dazio, il cui importo minimo è stato indicato in un euro, per ogni pacco di valore non superiore ai 150 euro che varca i confini dell'Unione. Questo meccanismo, che si applica a tutte le merci in ingresso da paesi terzi, andrà a incidere sul prezzo finale che il consumatore è chiamato a pagare, rendendo di fatto meno conveniente l'acquisto di singoli articoli a basso costo. La riforma, nel suo complesso, rappresenta quindi un cambiamento di rotta epocale nella politica doganale europea, adeguando normative ormai datate alle sfide poste dalla globalizzazione degli scambi e dalla digitalizzazione dell'economia.




