Ue, via libera ai dazi sui mini-pacchi: dal 2026 la stretta contro l'e-commerce low cost

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con una decisione che a Bruxelles non esitano a definire «attesa, urgente e finalmente condivisa», gli Stati dell’Unione europea hanno dato il via libera a una misura destinata a cambiare il volto degli acquisti online, abolendo quella soglia di franchigia doganale che, fino a oggi, ha reso i pacchi di valore inferiore ai 150 euro il canale privilegiato per un flusso ormai incontrollato di merci. L’idea, su cui peraltro grava una pressione politica non indifferente, è di far scattare la stretta già a partire dal 2026, anticipando di ben due anni il debutto ufficiale previsto dalla più ampia riforma doganale dell’Unione. Una mossa che, sebbene possa apparire tecnica, segna di fatto una svolta epocale nel tentativo di regolamentare un settore, quello del commercio elettronico transfrontaliero, cresciuto a ritmi esponenziali e in larga parte sfuggito a qualsiasi forma di tassazione.

I numeri di un fenomeno inarrestabile

A illustrare la portata del fenomeno è stato lo stesso commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, il quale, al termine dei lavori dell'Ecofin, ha fornito dati che non lasciano spazio a interpretazioni: soltanto nel 2024, sono stati importati nell'Unione 4,6 miliardi di articoli tramite piccoli pacchi, una cifra sterminata della quale il 91% ha avuto origine dalla Cina. Togliere le deroghe sui dazi per queste merci, ha spiegato Dombrovskis, costituisce l'unica "risposta possibile al drastico aumento del volume di beni venduti online e spediti direttamente ai clienti nell'Ue da Paesi terzi", un fiume in piena che ha messo in crisi i tradizionali meccanismi di controllo e ha creato una distorsione concorrenziale di cui, da tempo, lamentano gli effetti le imprese europee.

La reazione del mercato italiano

Dal canto suo, Confcommercio ha subito accolto con favore la decisione, definendola un “segnale importante per riequilibrare il mercato”, un passo necessario per tentare di riportare un minimo di parità di condizioni tra operatori commerciali che, fino a oggi, hanno giocato su campi diversi. La misura, come riferito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano, è stata caldeggiata con insistenza dal ministro Giancarlo Giorgetti, a testimonianza di come il tema sia sentito in modo particolare nel nostro Paese, dove la concorrenza sleale rappresenta una minaccia costante per un tessuto imprenditoriale fatto spesso di piccole e medie realtà.

Il meccanismo della nuova normativa

Il cuore della nuova disciplina risiede nell'azzeramento dell'esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, un meccanismo che di fatto equiparerà questi invii a qualsiasi altra merce importata, applicando i dazi a partire dal primo euro di valore. L’obiettivo dichiarato è quello di arginare il boom delle micro-spedizioni a basso costo, un business dominato da colossi del web come Temu, Shein o Aliexpress, che hanno costruito il proprio successo proprio sulla capacità di offrire prodotti a prezzi stracciati, favoriti anche dal regime di favore di cui godevano. L’entrata in vigore definitiva è legata all’operatività del nuovo hub dati Ue, previsto per il 2028, ma l'accordo politico raggiunto in sede di Consiglio Ecofin consentirà ai Paesi più determinati di non attendere quella scadenza, applicando le nuove regole con due anni di anticipo.

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