Decreto salva-infrazioni, tensioni in Parlamento e reazioni dei balneari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda della direttiva europea Bolkestein, che da anni tiene banco in Italia, ha vissuto un'altra giornata di forti tensioni in Parlamento. Il decreto salva-infrazioni, voluto dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro per gli affari europei e il Pnrr Raffaele Fitto, ha infatti provocato una spaccatura all'interno della maggioranza. L'onorevole di Fratelli d'Italia, Riccardo Zucconi, ha annunciato il suo voto contrario, sottolineando il disaccordo con il provvedimento.

La Cna di Lucca, rappresentando gli interessi dei balneari, ha espresso profonda delusione per il decreto, ritenendolo peggiorativo rispetto alla precedente legge Draghi. Secondo l'associazione, il nuovo provvedimento non rispetta né tutela chi ha creato lavoro e ricchezza sul territorio, né riconosce il vero valore d'impresa delle aziende balneari. La Cna ha quindi invitato i comuni della costa a sospendere le procedure di evidenza pubblica, auspicando una strategia comune di tutela del settore.

Il decreto, approvato con 193 voti favorevoli e 106 contrari alla Camera dei deputati, passerà ora in seconda lettura al Senato, dove dovrà essere approvato entro il 16 novembre. Questo provvedimento rappresenta una svolta epocale per la gestione delle spiagge italiane, che l'Unione europea chiedeva da quindici anni di conformare alla direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi.

Nel frattempo, le concessioni balneari sono state prorogate fino al 2027, offrendo un temporaneo sollievo agli operatori del settore.

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