Scalata a Mediobanca: indagati Caltagirone, Milleri e Lovaglio per aggiotaggio
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Redazione Economia
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La procura di Milano, dopo un'indagine protrattasi per dieci mesi, ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio. Le ipotesi di reato, come riportato dal Corriere della Sera, sono di aggiotaggio e di ostacolo all’operato delle Autorità di vigilanza, nello specifico la Consob e la Banca Centrale Europea. L’inchiesta si concentra sulla complessa operazione finanziaria attraverso la quale Monte dei Paschi di Siena, di cui lo Stato era il principale azionista, ha acquisito il controllo di Mediobanca.
L'operazione sotto la lente d'ingrandimento
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre indagati avrebbero concordato l’Offerta Pubblica di Scambio del valore di 13,5 miliardi di euro, conclusasi nel corso dell'anno. Questa manovra, che ha permesso alla banca di Siena di conquistare la storica istituzione creditizia milanese, viene ora esaminata nei suoi dettagli operativi e nelle sue modalità di attuazione. Gli investigatori stanno valutando se siano state violate le norme che regolano il corretto funzionamento del mercato, cercando di accertare la sussistenza di condotte illecite.
Le intricate relazioni patrimoniali
La vicenda assume contorni ancor più intricati se si considera la fitta trama di partecipazioni incrociate che lega i soggetti coinvolti. Mediobanca, infatti, detiene una quota pari al 13,2% del capitale di Generali, assicurazione tra i cui azionisti figurano, non a caso, sia lo stesso Caltagirone che Delfin, la società controllata da Luxottica presieduta da Milleri. Questo reticolo di possessioni azionarie, che si intrecciano le une con le altre, delinea uno scenario di notevole complessità sul quale la magistratura sta indagando con attenzione.
Le accuse specifiche e i protagonisti
L’accusa di aggiotaggio presuppone, secondo il codice penale, la diffusione di notizie false o l’attuazione di manovre artificiose idonee a influenzare in modo significativo il prezzo di titoli o valori mobiliari. Quella di ostacolo alla vigilanza, invece, riguarderebbe comportamenti che hanno reso più difficoltoso il lavoro di controllo da parte degli organismi preposti. Luigi Lovaglio, che guidava Monte dei Paschi di Siena in un momento delicatissimo del suo percorso, si trova così al centro di un’inchiesta che tocca uno degli snodi finanziari più rilevanti degli ultimi tempi, insieme a due figure di primo piano dell’imprenditoria e della finanza italiana.




