Attacchi russi a Mattarella, ovazione alla Camera per il presidente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Aula della Camera ha risposto con una standing ovation, durata quasi due minuti, alle parole di solidarietà espresse dalla capogruppo del Partito Democratico, Chiara Braga, nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggetto di recenti attacchi verbali provenienti dalla Russia. Braga, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di “parole inequivocabili e iniziative a tutela e a difesa della più alta istituzione della Repubblica”, richiamando l’attenzione su quanto accaduto nelle ultime ore.

L’applauso, bipartisan nella sua quasi totalità – fatta eccezione per alcuni esponenti della Lega –, ha rappresentato un chiaro segnale di unità istituzionale, sebbene non manchino le critiche. Dal Movimento 5 Stelle, infatti, è arrivata una presa di distanza: “Noi non avremmo fatto quel passaggio”, hanno fatto sapere alcuni esponenti, senza però entrare nel merito delle motivazioni.

Gli attacchi a Mattarella, che hanno scatenato la reazione dell’emiciclo, sono legati alla propaganda russa, portata avanti dalla portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. Quest’ultima, in più occasioni, ha rivolto accuse infondate al Capo dello Stato, inserendosi in un contesto già teso a causa delle tensioni internazionali legate al conflitto in Ucraina. A ciò si aggiunge l’iniziativa del giornalista italiano Vincenzo Lorusso, che ha promosso una petizione online contro Mattarella, prontamente ripresa dall’Ambasciata russa a Roma e dall’agenzia di stampa Tass.

Il governo italiano, dal canto suo, sta valutando una risposta diplomatica alla vicenda. Fonti vicine all’esecutivo hanno confermato che ci saranno reazioni, probabilmente sotto forma di convocazione dell’ambasciatore russo, anche se un piano dettagliato è ancora in fase di definizione. La situazione, del resto, non è nuova: negli ultimi mesi, l’Italia è stata più volte nel mirino di azioni di propaganda e cyberattacchi riconducibili a Mosca, spesso giustificati come ritorsioni per il sostegno italiano all’Ucraina.

La petizione di Lorusso, che ha raccolto firme contro Mattarella, si inserisce in questo contesto, diventando uno strumento indiretto della narrazione russa. Sebbene non vi sia un legame diretto tra l’iniziativa e gli attacchi hacker, la coincidenza temporale e tematica ha sollevato interrogativi sulle possibili connessioni.

Intanto, l’episodio alla Camera ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle istituzioni e sulla necessità di proteggere la figura del presidente della Repubblica da attacchi esterni, che siano verbali o digitali. La solidarietà espressa dai deputati, con l’eccezione di alcuni banchi, dimostra comunque una rara unità di intenti in un momento di crescente tensione internazionale.

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