Il Milan si sgretola a Reggio Emilia: l’ingenuità di Tomori costa carissima, e Maignan trascina la squadra via dai fischi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il ritorno in campo del Milan di Massimiliano Allegri, dopo il pareggio contro la Juventus, si è trasformato in un pomeriggio da dimenticare al Mapei Stadium. Lontani dalle aspettative di una vittoria che sembrava doverosa per tenere il passo in classifica, i rossoneri sono usciti sconfitti con il risultato di 2-0 contro il Sassuolo, in una partita che ha messo a nudo tutti i limiti caratteriali e tattici di una squadra apparentemente in crisi di nervi. A decidere le sorti dell’incontro, ancora una volta, sono stati i soliti noti: Domenico Berardi, che con il suo mancino ha firmato l’ennesimo gol ai danni dei milanisti, e Armand Laurienté, autore della seconda rete che ha chiuso definitivamente i conti. Tuttavia, a pesare come un macigno sulle ambizioni rossonere è stato l’episodio occorso al ventiquattresimo minuto, quando Fikayo Tomori, già gravato da un’ammonizione rimediata per un fallo su Thorstvedt, ha commesso un fallo tattico su Laurienté in ripartenza, rimediando il secondo cartellino giallo e lasciando i suoi in dieci uomini per oltre un'ora di gioco.

“Non è un ragazzino”: la critica netta di Brocchi al difensore inglese

A mercato ormai chiuso, l’analisi della prestazione del Milan passa inevitabilmente per il vaglio delle dichiarazioni rilasciate dagli addetti ai lavori. Ai microfoni di DAZN, l’ex calciatore e allenatore rossonero Christian Brocchi non ha usato mezzi termini nel giudicare l’errore del difensore classe '97, sottolineando come una leggerezza del genere non possa essere tollerata in un giocatore del suo spessore. “Con l’esperienza che ha accumulato in carriera, non può assolutamente commettere una sciocchezza del genere,” ha tuonato Brocchi, rimarcando come, una volta ricevuto il primo giallo dopo appena dieci minuti, la gestione dell’evento sia diventata una questione di intelligenza calcistica più che di forza fisica. L’ex centrocampista ha poi aggiunto una riflessione sul ruolo dell’allenatore, suggerendo come Massimiliano Allegri, nel concedere fiducia al giocatore non sostituendolo immediatamente, abbia forse sopravvalutato la capacità di Tomori di mantenere la lucidità, salvo poi pagare a caro prezzo questa scelta. Proprio la mancata sostituzione del difensore inglese, subito dopo l’ammonizione che sapeva di ultimatum, è stata una delle note più dolenti della direzione di gara e della gestione tecnica, con la squadra che si è trovata a dover rincorrere un risultato già compromesso in inferiorità numerica.

Tensione agli sgoccioli: Maignan ferma il “Giro di Onore” e scatta la contestazione

Se la prestazione sul rettangolo verde è stata giudicata da Allegri stesso come “la peggiore della stagione”, il dopogara non è stato da meno per quanto riguarda il clima spogliatoio. Al triplice fischio dell’arbitro Maresca, mentre i sostenitori rossoneri presenti sugli spalti del Mapei Stadium – encomiabili per aver incitato la squadra nonostante lo spettacolo deludente – hanno fatto esplodere la loro delusione con sonori fischi e cori di contestazione, la situazione è rischiata di degenerare. In un gesto che ha gelato il settore ospiti, il capitano Mike Maignan, notando l’atteggiamento ostile della tifoseria, ha preso una decisione categorica: invece di proseguire verso lo spicchio di curva per il tradizionale saluto di fine partita, il portiere francese ha richiamato con un gesto deciso tutti i compagni, ordinando il rientro immediato negli spogliatoi. Una scelta forte, che ha evitato probabilmente un contatto diretto imbarazzante tra la squadra e i suoi sostenitori, ma che ha finito per certificare la frattura esistente in questo momento delicato della stagione.

Lotta Champions e scenari di classifica: l’Inter attende il verdetto scudetto

Le ripercussioni di questo ko per il Milan vanno ben oltre la semplice sconfitta. Con questo passo falso, la corsa alla qualificazione per la prossima Champions League si riapre in modo pericoloso per i colori rossoneri: se domani sera la Roma dovesse avere la meglio sulla Fiorentina, il distacco si ridurrebbe a sole tre lunghezze, mentre la Juventus, grazie al pareggio odierno contro il Verona, ha già accorciato le distanze. In un campionato ormai agli sgoccioli, l’Inter, che scenderà in campo in questa stessa giornata contro il Parma, si gioca invece un pezzo di storia: ai nerazzurri basterebbe infatti un solo punto per conquistare il ventunesimo scudetto della loro storia con ben tre giornate d’anticipo, un’evenienza che getterebbe un’ombra ancora più lunga sulla travagliata annata del cugino.

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