Il Como si sgretola a Reggio Emilia, Grosso lo punisce in ripartenza: Fabregas chiede scusa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte, quella che avrebbe dovuta essere una marcia di avvicinamento al sogno Champions, si è trasformata in un vero e proprio incubo per il Como di Cesc Fabregas. Al Mapei Stadium, il Sassuolo di Fabio Grosso ha inflitto ai lariani la seconda sconfitta consecutiva, imponendosi con un secco 2-1 che rischia di pesare come un macigno nella corsa al quarto posto. Se l’Europa che conta sembrava un traguardo quasi alla portata, questa battuta d’arresto – la terza gara di fila senza vittorie – restituisce l’immagine di una squadra improvvisamente corta, inceppata negli ingranaggi e poco lucida nei momenti decisivi.

Un primo tempo da dimenticare, tra ingenuità e folate neroverdi

La partita, nella sua fase iniziale, è parsa subito in salita per gli uomini di Fabregas. Non tanto per la pressione esercitata dagli emiliani, quanto per l’evidente farraginosità della manovra lariana. Il turnover operato dal tecnico spagnolo – in vista dell’impegno di martedì in Coppa Italia contro l’Inter – non ha pagato, togliendo quella fluidità di manovra che solitamente contraddistingue la squadra. E se da un lato il possesso palla è risultato prolungato ma sterile, dall’altro il Sassuolo aspettava solo un varco per colpire. La doccia gelata è arrivata nel finale di frazione: prima Volpato, abile a superare Butez di pallonetto sfruttando una difesa lariana posizionata male, poi Nzola, letale in contropiede dopo una ripartenza fulminea lanciata da Laurienté. In cinque minuti, il parziale si era già trasformato in un monito durissimo per le ambizioni dei lombardi. Solo la girata di testa di Nico Paz, nel recupero, ha tenuto accese le speranze, fissando il punteggio sul 2-1 all’intervallo.

L’analisi lucida di Fabregas: "Grosso ha fatto un capolavoro"

A fine gara, il tecnico del Como non ha cercato alibi, mostrando una sincerità a tratti disarmante. Le sue parole, piuttosto che analizzare la singola disfatta, hanno fotografato la superiorità tattica degli avversari. "Grandissima prestazione del Sassuolo", ha esordito, ammettendo senza giri di parole che il risultato poteva essere persino più largo. Ma è nel merito della preparazione della gara da parte dell’allenatore neroverde che si nasconde la chiave di lettura più interessante. "Complimenti a Grosso – ha dichiarato Fabregas – per come ha preparato la gara, un capolavoro il suo blocco basso". Un’ammissione di resa, quella del tecnico iberico, che evidenzia come il Como sia caduto nella trappola delle ripartenze. "Il Como si è inceppato", ha aggiunto, lanciando un appello alla squadra: "Voglio chiedere scusa alla nostra gente perché questa non è la squadra che ho in testa". Un mea culpa necessario, dettato dalla frustrazione di aver visto una manovra offensiva prevedibile, incapace di scardinare la diga difensiva costruita da Grosso.

La crisi di risultati e il crollo delle certezze esterne

La matematica, a volte, è crudele. Con questo successo, il Sassuolo si è issato a 42 punti, mentre il Como è rimasto fermo a 58. Il dato, però, che più allarma l’ambiente è la piega improvvisa presa dal campionato. La Juventus, domenica, ha l’opportunità di volare a +5 proprio sulla squadra di Fabregas, complice anche l’agguerrita Roma che, in caso di vittoria sull’Atalanta, scavalcherebbe i lariani in classifica. Ma al di là dei conti della serva, ciò che preoccupa è l’aspetto mentale. Inefficienti in fase di finalizzazione e fragili nelle letture difensive, i giocatori del Como hanno mostrato una stanchezza che va oltre il fisico. Per di più, questa sconfitta in trasferta rappresenta un’anomalia statistica pesante: era dal lontano febbraio, e precisamente dalla gara contro la Juventus poi vinta, che i lariani non perdevano lontano dal Sinigaglia. Il sogno Champions, insomma, rischia seriamente di trasformarsi in un miraggio se non arriverà una scossa immediata, a partire dalla prossima trasferta di Genova.

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