Il gol subito nello spogliatoio e la difesa che si sgretola: il Cagliari punisce i rimpianti dell’Atalanta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La sconfitta subita per mano della Lazio in Coppa Italia, un ko arrivato soltanto ai calci di rigore al termine di una battaglia durata centoventi minuti, sembra aver lasciato strascichi pesantissimi nel cammino dell’Atalanta. A certificarlo è stato il tennistico 3-2 incassato ieri all’Unipol Domus contro un Cagliari folgorato dalla grazia del giovane Mendy. Per i sardi, come ha sottolineato il tecnico Fabio Pisacane al termine della sfida, si tratta di un’accelerazione decisiva verso l’obiettivo salvezza, resa ancora più preziosa dagli otto punti di vantaggio ora accumulati sulla zona calda della classifica. Una differenza che, a quattro giornate dal termine, rappresenta un margine rassicurante per tutto l’ambiente rossoblù.
Analizzando la cronaca del match, emerge chiaramente come la partita sia stata decisa da un avvio a senso unico, capace di condizionare irreversibilmente l’umore degli ospiti. La rete subita dopo soli diciassette secondi – descritta dall’allenatore Palladino come un gol preso «praticamente ancora nello spogliatoio» – ha rotto immediatamente gli equilibri psicologici della squadra. A peggiorare le cose ci ha pensato il giovanissimo Mendy, che al suo esordio assoluto da titolare ha firmato una doppietta pesantissima: prima sfruttando di testa un cross dalla destra di Adopo e poi approfittando di una respinta di Carnesecchi su Deiola per infilare la rete del 2. Un blackout difensivo di sette minuti che ha messo la Dea con le spalle al muro.
Raffaele Palladino, nel tentativo di analizzare la prestazione dei suoi, ha parlato apertamente di un “risentimento” psicologico legato al recente impegno di coppa. Il tecnico, visibilmente amareggiato, ha provato a scuotere il gruppo dopo un inizio da incubo, elogiando comunque la reazione che ha permesso ai suoi di riportarsi in parità con la doppietta di Scamacca. Tuttavia, come spesso accade quando la concentrazione vacilla, la difesa è tornata a commettere errori grossolani appena ripresa la gara. Il terzo gol subito all’alba del secondo tempo – realizzato da Borrelli subentrato proprio a Mendy – è stato bollato dall’allenatore come «una rete da sciocchi», un episodio sintomatico di una fragilità mentale che ormai affligge la squadra da diverse uscite.
A differenza delle amnesie difensive, la retroguardia del Cagliari ha retto l’urto grazie anche alle parate decisive di Caprile, il portiere definito “Man of the Match” dal tecnico avversario per aver negato la gioia del pareggio ai nerazzurri nel finale. La squadra di Fabio Pisacane, d’altra parte, ha dimostrato quella solidità che lo stesso allenatore rivendica quando parla del suo progetto. «Non ha mai scricchiolato», ha dichiarato a Sky Sport, sottolineando come le difficoltà incontrate durante la stagione – inclusi i numerosi infortuni – non abbiano mai minato la fiducia del gruppo. La vittoria sull’Atalanta, costruita con una doppietta del baby Mendy e un sigillo di Borrelli, rappresenta la ciliegina sulla torta di una rincorsa condotta con pazienza dalla panchina rossoblù.
Palladino e le ambizioni europee ormai lontane
Con questo stop, le residue speranze europee dell’Atalanta subiscono un colpo quasi letale, con un distacco di sette punti dalla zona che conta che appare ormai incolmabile a così poco dalla fine. L’analisi di Palladino, nel post-partita, è sembrata quella di un uomo che vede i suoi ragazzi pagare il pesante logorio di una stagione iniziata in salita. Il tecnico ha ammesso che la squadra è a corto di energie mentali, spiegando che quando si insegue da mesi non ci si può permettere errori e che, quando questi arrivano, il mondo crolla addosso. Un’ammissione di fragilità che non nasconde i rimpianti per un percorso che aveva ridato slancio alla squadra dopo un avvio difficile.
Il rossoblù vola verso la salvezza
Se Palladino cerca di risollevare l’umore dei suoi in vista delle ultime giornate, Pisacane può invece godersi un momento magico. Il tecnico sardo, ai microfoni di Sky, ha voluto sottolineare come la vittoria non fosse affatto scontata, specialmente contro una corazzata come l’Atalanta, e ha dedicato parole di elogio alla scelta di schierare Mendy nonostante il caldo, una decisione che si è rivelata vincente. La partita dell’Unipol Domus ha così disegnato due scenari opposti: da una parte la rincorsa alla salvezza di una squadra giovane e aggressiva, dall’altra la frenata di una Dea che, almeno per questa stagione, dovrà probabilmente archiviare i sogni europei.




