Il Como si inceppa a Sassuolo, la Champions si allontana: ora la Juve può volare a 5
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Redazione Sport
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Il sogno europeo, quello che per gran parte della stagione aveva assunto i contorni di una concreta possibilità per i lariani, rischia adesso di trasformarsi in un miraggio. Il Como, nella trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, ha offerto una prestazione opaca e poco incisiva, incappando nella seconda sconfitta consecutiva dopo il rocambolesco 4-3 subito dall’Inter. Il 2-1 finale al Mapei Stadium non solo certifica un momento nero – terza partita di fila senza vittorie – ma complica ulteriormente la classifica di una squadra che, fino a poche settimane fa, sembrava avere il controllo del proprio destino.
A essere preoccupante, più del risultato in sé, è stata la mole di gioco espressa dalla formazione di Cesc Fabregas. Già nel primo tempo, nonostante il possesso palla, i padroni di casa sono app apparsi più lucidi e pericolosi: la doccia gelata è arrivata al 42', quando l'ex romanista Cristian Volpato ha sfruttato un contropiede fulmineo per battere il portiere avversario. A distanza di soli due minuti, un'altra disattenzione difensiva ha permesso a M'Bala Nzola di raddoppiare, lasciando i lariani sull'orlo del baratro. La reazione, affidata al solito Nico Paz – che nel recupero ha firmato il suo undicesimo gol in campionato con un colpo di testa preciso -7 – è stata soltanto un fuoco di paglia.
Il peso di un passo falso e i conti in classifica
Questo scivolone pesa come un macigno, forse anche più di quello dell'Olimpico dello scorso dicembre, perché arriva nel momento cruciale della volata. Con 58 punti in classifica, il Como si ritrova ora agganciato a -2 dalla Juventus, quarta forza del campionato. E il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente nel corso del weekend: se la Roma dovesse superare l'Atalanta, scavalcherebbe proprio i lariani, mentre una vittoria della Juventus domenica sera contro il Bologna allungherebbe il divario fino a +5, un margine psicologicamente pesante a poche giornate dal termine.
A far discutere, oltre alla prestazione spenta di giocatori come Diao e Morata, sono state le scelte di formazione operate da Fabregas. L'allenatore spagnolo, consapevole dell'impegno decisivo di martedì prossimo a San Siro per il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, ha operato un turnover che non ha pagato. Una gestione che ha tolto fluidità alla manovra, rendendo il Como prevedibile e poco cattivo sotto porta. Fabregas, nel dopo partita, non ha cercato alibi: ammettendo la brutta prestazione e la mancanza di lucidità, ha chiesto scusa ai tifosi per una serata da dimenticare in fretta.
Il calendario e la resa dei conti
L'orizzonte, ora, è doppio ma drammaticamente intrecciato. Da un lato, la necessità di ritrovare la scintilla in campionato per non vanificare un'annata fin qui esaltante; dall'altro, l'obiettivo immediato di ribaltare lo 0-0 dell'andata contro l'Inter per strappare un pass per la finale di Coppa Italia. La sosta per le coppe europee è ormai un ricordo, e la stanchezza si fa sentire su una rosa non abituata a gestire una doppia competizione a questi livelli. Il Sassuolo di Fabio Grosso, va detto, ha offerto una vera e propria "masterclass" tattica, colpendo nei momenti chiave e dimostrando una solidità che il Como ha smarrito. Per i lariani, ora, non c'è spazio per rimpianti: serve una scossa immediata, pena l'addio definitivo al sogno della massima competizione europea.




