La Finlandia regina della felicità, l’Italia arranca in quarantesima posizione
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Redazione Esteri
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Per l’ottavo anno consecutivo, la Finlandia si è aggiudicata il titolo di Paese più felice del mondo secondo il “Rapporto mondiale sulla felicità” pubblicato dall’ONU. Con un punteggio di 7,75 su 10, il Paese nordico supera di nuovo Danimarca, Islanda e Svezia, confermando il dominio scandinavo nella classifica del benessere globale. All’estremo opposto, l’Afghanistan chiude la graduatoria con un misero 1,36, riflettendo una realtà segnata da conflitti e instabilità. L’Italia, pur migliorando rispetto agli anni precedenti, si attesta solo al 40esimo posto, lontana dai vertici e dai parametri che definiscono una società equilibrata e soddisfatta.
Il rapporto, elaborato da ricercatori indipendenti del Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford in collaborazione con Gallup, analizza dati provenienti da oltre cento Paesi, basandosi su sei variabili chiave: il PIL pro capite, l’aspettativa di vita in buona salute, la presenza di reti di supporto sociale, la libertà di compiere scelte di vita, la generosità e la percezione di corruzione. Questi fattori, combinati, spiegano circa tre quarti delle differenze nella felicità percepita tra le nazioni. Non si tratta, quindi, di un semplice calcolo economico, ma di un insieme di elementi che toccano aspetti sociali, sanitari e culturali.
La Finlandia, in particolare, brilla non solo per il suo sistema di welfare universalistico e per l’elevata qualità della vita, ma anche per un modello sociale che promuove l’equità e la fiducia reciproca. La presenza di un forte senso di comunità, unita a una bassa percezione della corruzione e a un’ampia libertà individuale, contribuisce a creare un ambiente in cui il benessere è diffuso e accessibile. Al contrario, l’Italia, pur vantando un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo, fatica a garantire un equilibrio tra crescita economica, equità sociale e opportunità per i cittadini, fattori che incidono profondamente sulla soddisfazione personale.
La Giornata Mondiale della Felicità, istituita dall’ONU nel luglio 2012 e celebrata ogni 20 marzo, nasce proprio dalla volontà di promuovere un approccio più olistico al benessere, andando oltre i tradizionali indicatori economici. Il Bhutan, che già dagli anni ’70 misurava il progresso del Paese attraverso la Felicità Interna Lorda (FIL) anziché il PIL, è stato tra i primi a riconoscere l’importanza di considerare la qualità della vita come un obiettivo politico prioritario. Un concetto che oggi, alla luce dei dati, sembra trovare conferma nei successi dei Paesi nordici




