L’estate nera del turismo: in Riviera camere vuote anche a Ferragosto, e gli albergatori puntano il dito contro il caro-prezzi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre lo yacht di 50 metri dei Furstenberg, nobile famiglia tedesca legata agli Agnelli, lasciava il porto dopo una sosta tecnica, in Romagna si consumava una stagione estiva lontana dai fasti del passato. Quella che doveva essere una presenza prestigiosa, capace di alimentare illusioni sul richiamo del Rossini Opera Festival, si è rivelata solo una coincidenza. E il mare, quello vero, quello che conta per gli albergatori e i ristoratori, racconta una storia diversa: agosto non è riuscito a riempire gli stabilimenti, con molte strutture costrette a fare i conti con un calo netto di presenze.

«Mancano soprattutto gli italiani», dicono gli operatori, che attribuiscono la flessione all’aumento dei costi. Mirko Casadei, figlio del celebre Raoul, non usa mezzi termini: «Due gamberi fritti a 25 euro fanno riflettere». Ma non è solo il conto del ristorante a pesare. Carburante, autostrade, pernottamenti: tutto contribuisce a un carovita che sta cambiando le abitudini dei vacanzieri. La Romagna, da sempre meta prediletta per le famiglie, oggi fatica a competere con alternative più economiche, mentre solo chi ha investito in marketing aggressivo o vanta una clientela straniera consolidata riesce a mantenere il passo.

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