Vacanze in Romagna, il caro-prezzi divide: Casadei contro i ristoranti, i balneari puntano il dito sugli stipendi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mirko Casadei, figlio del celebre Raoul, non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione che turisti e residenti affrontano lungo la Riviera romagnola. «Due gamberi fritti a 25 euro, qualche domanda te la fai», ha detto, denunciando un caro-vita che ormai sembra intaccare ogni aspetto delle vacanze. Non solo i menu dei ristoranti, ma anche i costi degli hotel, i pedaggi autostradali e il carburante contribuiscono a un malcontento diffuso, che rischia di allontanare sempre più famiglie dalla costa.
I dati, però, raccontano una storia più complessa. A giugno, i pernottamenti in Romagna hanno registrato un aumento dell’1,6% rispetto al 2024, raggiungendo i 2,6 milioni. La crescita, però, è trainata quasi interamente dai turisti stranieri, soprattutto tedeschi, mentre gli italiani sono diminuiti del 4,6%. Un segnale che, nonostante i prezzi elevati, la destinazione mantiene appeal all’estero, ma fatica a trattenere il pubblico nazionale.
«Il problema non sono i nostri listini, ma gli stipendi che non crescono», replicano i balneari, sottolineando come il ceto medio, un tempo colonna portante del turismo locale, si stia progressivamente assottigliando. Negli stabilimenti, i prezzi partono da 20 euro al giorno per ombrellone e due lettini, una cifra che molti giudicano ancora accessibile, ma che per altri rappresenta una spesa insostenibile. «Il governo deve calarsi di più nella realtà», aggiungono alcuni operatori, evidenziando come l’inflazione e la stagnazione dei redditi abbiano ridotto il potere d’acquisto delle famiglie.
A Rimini, il sindaco ammette che l’estate è «complessa», ma insiste sul fatto che i numeri, almeno per ora, reggono. Gli alberghi di alta fascia registrano un calo del 2% a luglio, quelli di categoria media arrivano al -5%, mentre gli stabilimenti balneari faticano a riempirsi come un tempo. Tutti, dagli albergatori ai ristoratori, sperano in una ripresa dell’ultimo minuto, magari grazie al ponte di Ferragosto




