Frankie hi-nrg mc a Fedez: «Diffidate dei ricchi, anche di lui»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«La parte migliore del discorso di Fedez è la premessa: diffidate dei ricchi». Frankie hi-nrg mc non usa giri di parole e, in una dichiarazione riportata negli ambienti musicali, attacca direttamente il rapper milanese: «È una dinamica vecchia come il mondo, quella del barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. E Fedez, mi permetta, sta ricoprendo proprio quel ruolo: diffidiamo anche di lui».
Parole che arrivano mentre il mondo del rap italiano si interroga sugli scontri che hanno scosso Milano e altre città, con posizioni diverse tra sostegno a una generazione in cerca di futuro, condanna del vandalismo e autocritica.
Il decano del rap e la sua storia
Frankie hi-nrg mc, all’anagrafe Francesco Di Gesù, è nato a Torino nel 1969 e viene considerato uno dei pionieri del genere in Italia. Cresciuto tra Caserta e Città di Castello, ha iniziato la carriera alla fine degli anni Ottanta e si è imposto al grande pubblico nel 1992 con il singolo «Fight da faida», una denuncia contro le mafie.
L’album di debutto «Verba Manent» è arrivato l’anno successivo, mentre nel 1997 è arrivato il successo mainstream con «Quelli che benpensano», diventato un inno generazionale e premiato come canzone dell’anno nel 1998. Nel corso degli anni ha vinto il premio Amnesty International nel 2012 e ha pubblicato l’autobiografia «Faccio la mia cosa» per Mondadori nel 2019. La sua carriera è sempre stata guidata da una forte indipendenza artistica e da un impegno civile che lo ha portato anche a partecipare a missioni umanitarie in Africa come fotografo.
La posizione di Willie Peyote durante il concerto
Sul fronte delle reazioni del mondo rap ai fatti di cronaca, anche Willie Peyote ha preso posizione durante il suo concerto di martedì 20 ottobre al Fabrique di Milano. «In questi giorni si sente molto la frase “la violenza va condannata sempre”. Gli schieramenti politici hanno fatto a gara a chi lo diceva prima e sono convinto che anche qualcuno tra di voi pensi che la violenza vada sempre condannata. È comprensibile, lo capisco, ma non sono d’accordo», ha spiegato il rapper torinese dal palco.
Anche lui ha deciso di esporsi commentando i fatti di Milano, dopo che a farlo erano già stati diversi suoi colleghi, a partire da Marracash.
Le critiche alla società e il ruolo del rap
Frankie hi-nrg mc, dal canto suo, respinge le accuse rivolte al genere: «Chi dice che è musica senza contenuti o che inneggia alla violenza, non lo ascolta», ha affermato. La sua lettura dei disordini milanesi sposta l’attenzione altrove, sostenendo che «il problema non è il rap ma la società» e che «nelle vetrine rotte c’è chi trova voti».
Una posizione che si inserisce in un dibattito più ampio, nel quale il rap italiano continua a rivendicare il proprio ruolo di cronaca e critica sociale, tra chi invita a diffidare dei potenti e chi, come il decano torinese, continua a puntare il dito contro le contraddizioni del sistema.
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