Carmine Gallo morto: un testimone chiave sottratto alle indagini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte improvvisa di Carmine Gallo, ex poliziotto di 66 anni, trovato senza vita nella sua abitazione di Garbagnate Milanese, non è solo la scomparsa di un uomo, un padre, un marito. È una perdita che tocca da vicino il sistema giudiziario italiano, privato di un testimone fondamentale in almeno tre inchieste di grande rilevanza, tra cui quella sull’omicidio di Umberto Mormile, educatore del ministero della Giustizia. Gallo, che si trovava ai domiciliari dallo scorso ottobre nell’ambito dell’inchiesta Equalize, avrebbe potuto fornire informazioni cruciali sui rapporti tra servizi segreti e boss della criminalità organizzata, in particolare riguardo alla morte di Mormile, avvenuta in circostanze ancora non del tutto chiarite.

Originario di Gragnano, in provincia di Napoli, Gallo aveva iniziato la sua carriera in polizia nel 1978, distinguendosi in decenni di servizio come uno dei più abili investigatori nella lotta alla ‘ndrangheta al Nord. La sua esperienza, maturata in operazioni contro i clan calabresi, gli era valsa il soprannome di “superpoliziotto”, soprattutto per il ruolo chiave nella risoluzione di due sequestri di persona e nella ricostruzione degli affari delle ‘ndrine Papalia e Sergi. Tra i suoi successi più noti, spicca anche il contributo alle indagini sul delitto Gucci, un caso che aveva scosso l’Italia negli anni ’90.

La sua morte, avvenuta presumibilmente per un malore cardiaco, arriva in un momento delicato. Gallo era atteso il 19 marzo davanti al Tribunale del Riesame, dove si sarebbe discusso il ricorso della procura per un aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti. L’ex poliziotto, infatti, era coinvolto nell’inchiesta Equalize, che indaga su presunte attività illecite dell’agenzia investigativa di Enrico Pazzali, autosospesosi dalla presidenza della Fondazione Fiera Milano. Gallo ricopriva il ruolo di amministratore delegato della società milanese, accusata di aver acquisito illecitamente dati sensibili da banche dati strategiche dello Stato attraverso un sistema di hackeraggio.

Con la sua scomparsa, la Dda di Milano perde una figura centrale per far luce non solo sul caso Equalize, ma anche su altre indagini in cui Gallo avrebbe potuto fornire dettagli determinanti. Tra queste, spicca l’omicidio Mormile, un caso che ha sollevato interrogativi inquietanti sui legami tra criminalità organizzata e apparati dello Stato. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso, ma al di là delle circostanze della morte, ciò che resta è un vuoto investigativo difficile da colmare.

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