Il principe William piange di gioia per l’Aston Villa, Emery re d’Europa
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Redazione Sport
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È successo a Istanbul, dove il calcio smette spesso di essere solo un gioco per trasformarsi in rito catartico. Il principe William, futuro re e guardiano della Football Association, ha vissuto una notte di quelle che non si dimenticano, lasciandosi andare a una commozione genuina dagli spalti del Besiktas Park. La sua squadra del cuore, l’Aston Villa, ha infranto un digiuno che durava da trent’anni – l’ultima volta fu una Coppa di Lega nel lontano 1996 – e l’erede al trono, immortalato mentre si asciugava gli occhi tra un coro e l’altro, ha rappresentato perfettamente lo stato d’animo di una tifoseria intera. L’uomo, che pure è abituato a mascherare le emozioni nei contesti ufficiali, si è scatenato in una bolgia di trentamila inglesi, regalandoci un’istantanea rara: la nobiltà che si fa popolo, pur mantenendo quella dignità che lo contraddistingue.
Le montagne russe di William: perché il futuro re ama il Villa
Per capire la genesi di questa fedeltà, bisogna tornare indietro di molti anni, ai tempi del college nel Berkshire. A differenza dei suoi compagni, divisi tra il tifo per il Manchester United e quello per il Chelsea, l’allora giovane William cercava qualcosa di più autentico: «Volevo una squadra da montagne russe di emozioni», spiegò qualche tempo fa alla BBC. Non scelse il club dei fasti recenti, bensì una realtà capace di regalare picchi di gioia e abissi di delusione. C’è un dettaglio biografico, poi, che sa quasi di predestinazione: il principe è nato il 26 giugno del 1982, appena ventisei giorni dopo la storica vittoria della Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco. Quasi fosse un marchio di fabbrica impresso nel destino, il richiamo di quella squadra è sempre stato fortissimo, tanto da renderlo un habitué di Villa Park, sponda che ha portato fortuna anche ieri sera.
Unai Emery aggancia i mostri sacri: la quinta coppa nella bacheca
Sul prato verde, però, a scrivere la sceneggiatura ci ha pensato un altro. Unai Emery, tecnico dal volto severo e dalle idee chiarissime, ha allungato una striscia di successi che lo rende ormai un’eccezione nel panorama continentale. Con la vittoria sul Friburgo, il basco ha messo in bacheca la sua quinta Europa League: le prime tre le ha conquistate con il Siviglia, poi una con il Villarreal e adesso questa con l’Aston Villa. In tal modo, il tecnico spagnolo ha agganciato numericamente due colossi del calcio mondiale come Carlo Ancelotti e Josè Mourinho nella speciale classifica dei trofei Uefa vinti. Non è solo una questione di numeri, ma di stile: Emery ha trasformato un club che navigava in cattive acque nella metà classifica della Premier in una macchina da guerra tattica, capace di umiliare gli avversari con un possesso palla soffocante e ripartenze letali.
La cronaca della finale e l’incontro con il leghista Andrea Busin
Il risultato finale (0-3 per i Villans) è stato il frutto di una prestazione autoritaria, decisa dalle reti di Tielemans, Buendia e Rogers. E a Istanbul, in mezzo a quella marea di tifosi in festa, c’era spazio anche per una storia minore che sa di cronaca locale. Andrea Busin, consigliere comunale della Lega a Thiene, in provincia di Vicenza, si è ritrovato a festeggiare gomito a gomito con il principe del Galles. Il video, diventato virale in poche ore, ritrae il politico italiano mentre si lascia andare a cori e abbracci con il gruppo ristretto del principe, immortalato in un raro atteggiamento goliardico. Per Busin, tifoso di lunga data, quella sera ha assunto i contorni di un sogno: condividere la gioia di un titolo europeo con il tifoso più famoso d’Inghilterra, in una Turchia che per una notte si è trasformata nel salotto di Birmingham.
Emery, lo stratega degli scacchi che ha stregato la corona
Infine, non si può comprendere appieno questa notte senza citare la figura del condottiero in panchina. Emery, che nella vita privata è un appassionato di scacchi e gioca online con nome e cognome a partite lampo da tre minuti, ha trovato la mossa giusta per scacco matto agli avversari. La sua capacità di leggere le partite è qualcosa che va oltre il semplice allenamento: è una forma d’arte. Dopo aver eliminato squadre ostiche come il Celta Vigo, il tecnico ha plasmato un undici che non ha mai sofferto la pressione della finale. La disciplina tattica e la fame dei giocatori hanno contagiato anche il principe sugli spalti, che al fischio finale non ha trattenuto la commozione. Emery ha regalato alla famiglia reale una gioia sportiva che mancava da quattro decenni, e il fatto che a ricevere l’abbraccio simbolico fosse proprio William, il principe del Galles, aggiunge un velo di romanticismo epico a una vittoria che sembrava scritta.




