La Lazio affonda ai rigori contro il Bodo Glimt: rabbia, errori e un’eliminazione amara

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita che avrebbe potuto regalare alla Lazio la semifinale di Europa League si è trasformata in un dramma sportivo, conclusosi con la fredda crudeltà dei calci di rigore. Dopo aver rimontato il 2-0 subito in Norvegia, i biancocelesti hanno ceduto ai supplementari e poi dal dischetto, con gli errori decisivi di Noslin, Tchaouna e Castellanos a consegnare il passaggio del turno al Bodo Glimt. Una sconfitta che ha lasciato strascichi, a cominciare dalla reazione infuocata di Mateo Guendouzi, il quale, secondo quanto riportato da Sky Sport, avrebbe inveito contro compagni e staff tecnico, sfogandosi in particolare con il vice allenatore Del Rosso. «Bisogna tirar fuori gli attributi», le parole attribuite al francese, sintomo di una tensione che ha attraversato tutto il ritiro.

Nonostante il vantaggio costruito in volata con il gol di Dia nel primo tempo dei supplementari, la squadra di Baroni non è riuscita a gestire il risultato, permettendo ai norvegesi di riaprire la contesa e poi di prevalere ai rigori. Un epilogo che ha riacceso il dibattito sulle scelte tecniche, soprattutto per la gestione di alcuni giocatori in condizioni fisiche non ottimali. «Zaccagni aveva solo 80 minuti nelle gambe, Castellanos è rimasto in campo per mancanza di alternative», ha spiegato Mattei, evidenziando come l’infortunio di Tavares abbia ulteriormente complicato le cose. Senza contare le prestazioni deludenti di chi è subentrato, definiti senza mezzi termini «impresentabili».

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