La rabbia di Guendouzi e il fallimento ai rigori: la Lazio spegne il sogno Europa League
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Redazione Sport
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La Lazio ha vissuto una delle notti più amare della sua stagione, quella in cui il sogno di raggiungere le semifinali di Europa League si è infranto contro la freddezza dei rigori. Dopo aver rimontato il 2-0 subito in Norvegia contro il Bodo/Glimt, i biancocelesti sono crollati nel momento decisivo, con gli errori dal dischetto di Noslin, Tchaouna e Castellanos che hanno consegnato il passaggio del turno agli avversari. Tra i protagonisti della sfida, Mateo Guendouzi è stato anche quello che ha espresso con più veemenza la propria frustrazione, scagliandosi contro lo staff tecnico e i compagni in un acceso sfogo.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, il centrocampista francese, dopo aver segnato il suo rigore, avrebbe inveito contro il vice allenatore Angelo Del Rosso, esortando la squadra a "tirare fuori gli attributi". Una frase che, sebbene Zaccagni abbia poi precisato non fosse rivolta ai compagni, ha acceso ulteriori polemiche in un clima già teso. A pesare, oltre alla delusione per l’eliminazione, è stata la scelta dei rigoristi, contestata da molti tifosi sui social. Marco Baroni, dal canto suo, ha difeso le sue decisioni: «Non faccio tirare chi non se la sente», ha spiegato, sottolineando come la psicologia dei calciatori in quei momenti sia determinante.
Quella di giovedì notte è stata un’occasione mancata per entrare nella storia del club, che sotto la presidenza di Claudio Lotito – iniziata nel 2004 – non aveva mai raggiunto una semifinale europea. La squadra, dopo il pareggio ottenuto nella gara di ritorno, aveva persino trovato il vantaggio nei tempi supplementari con Dia, prima di subire il gol del definitivo 3-1 che ha portato la sfida ai rigori. Un epilogo che cancella i progressi fatti in Europa League, competizione che aveva garantito alla Lazio introiti significativi, anche se non sufficienti a compensare l’amarezza dell’uscita prematura.




