Desalu e la staffetta azzurra, l'incidente in corsia spegne il sogno della finale mondiale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è stata l’esperienza mondiale che Fausto Desalu e il quartetto del riccio si auguravano. A Tokyo, sul medesimo giro di pista che nel 2021 consacrò il gruppo, con Marcell Jacobs come perno, al successo olimpico, la staffetta 4x100 italiana ha visto invece prematuramente conclusa la sua corsia. L’obiettivo, che pareva a portata dopo una stagione di costruzione, era l’accesso alla finale; un traguardo mancato a seguito di un episodio controverso, il quale ha inevitabilmente condizionato il risultato.

La semifinale si è chiusa con un sesto posto e un crono di 38’’52, tempo insufficiente per rientrare tra le formazioni che disputeranno la finale. L’episodio cruciale, fonte di immediate polemiche, è avvenuto durante il secondo scambio. Marcell Jacobs, in attesa del testimone all’interno della propria corsia, è stato investito da un urto laterale. L’autore del contatto è stato Shaun Maswanganyi, atleta sudafricano, il cui movimento ha impattato il braccio dell’azzurro, il quale ha perso l’equilibrio e ha rischiato la caduta, compromettendo irrimediabilmente l’efficacia della propria frazione di gara.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera, per voce del presidente Stefano Mei, ha prontamente presentato un ricorso alla giuria di gara. Lo stesso Mei, tuttavia, aveva prefigurato un esito negativo, dichiarando di aver sporto il reclamo pur avendo “minime possibilità di vincerlo”. La decisione dei giudici è stata infatti irrevocabile: il ricorso è stato respinto e la squalifica del Sudafrica, ipotesi caldeggiata dal team italiano, non è mai stata presa in considerazione, sancendo così l’eliminazione dell’Italia.

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