Piazza Affari spegne il rimbalzo e diventa la peggiore d'Europa
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Redazione Economia
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Il tentativo di rimonta dei listini europei, dopo le pesanti perdite della sessione precedente, si è spento nel giro di pochi minuti dall'apertura, trasformandosi in un nuovo giorno di vendite. Sebbene l'avvio – complice un tono positivo dei mercati asiatici – avesse fatto ben sperare, le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno rapidamente invertito la rotta, abbandonando il territorio positivo per tornare a tingersi di rosso.
Milano, in particolare, si è distinta in negativo, posizionandosi come la borsa più debole d'Europa con un calo, a metà mattinata, che sfiorava lo 0,9%. Un arretramento che appare ancor più significativo se paragonato all'andamento altalenante di Londra, capace di mantenere un tenue +0,2%, e al leggero calo di Francoforte, ferma a -0,2%, nonostante i dati tedeschi sulla fiducia dei consumatori abbiano toccato un nuovo minimo.
Le cause di questa frenata, che ha visto il Ftse Mib scendere sotto i 42.300 punti, affondano le proprie radici nella persistente incertezza che attanaglia il settore bancario, il vero tallone d'Achille di Piazza Affari. I titoli del credito, già pesantemente penalizzati ieri, hanno infatti continuato a mostrare una fragilità evidente, frenando qualsiasi potenziale recupero dell'indice milanese.




