Referendum giustizia, il No prevale con il 53,7 per cento: Fratoianni parla di “vittoria della Costituzione” e lancia un’offerta all’opposizione
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Redazione Interno
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Le urne hanno chiuso i battenti alle quindici di oggi, e lo spoglio – quasi completato – ha consegnato un esito chiaro: la riforma costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale, quella che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, è stata bocciata. Con il 53,7 per cento dei voti, il fronte del “No” ha prevalso su quello del “Sì”, fermo al 46,3, in una consultazione che ha visto un’affluenza superiore alle previsioni della vigilia, attestandosi intorno al 58,9 per cento degli aventi diritto. Un dato, quest’ultimo, che gli osservatori hanno letto come un segnale di partecipazione significativo per una materia complessa, tradizionalmente lontana dalle urne.
Tra i primi a commentare il risultato, il segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, ha rivendicato il risultato in termini netti, parlando di una “straordinaria vittoria” non solo per la sua coalizione ma per l’intero impianto repubblicano. In una dichiarazione rilasciata a caldo, Fratoianni ha sottolineato come il voto popolare abbia rappresentato un argine a quello che lui stesso ha definito il tentativo di “stravolgere” la Carta fondamentale, aggiungendo – con una proposta che ha voluto estendere alle altre forze di opposizione – che adesso è giunto il momento di passare dalla difesa della Costituzione alla sua piena attuazione. “Quando governeremo noi”, ha detto il leader di Avs, riferendosi a una futura alternativa di governo, l’impegno dovrà essere quello di dare risposte concrete su temi come la precarietà, i salari e il diritto universale alla salute e all’istruzione.
Schlein: “Fermata una riforma sbagliata e l’arroganza del governo”
Nella sede del Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha raccolto il testimone di quella che ha definito una “grandissima mobilitazione popolare”. Schlein, apparsa visibilmente soddisfatta durante la conferenza stampa al Nazareno, ha voluto rimarcare il valore aggiunto della partecipazione giovanile, indicando nei ragazzi under 34 – che si sono presentati in massa ai seggi – il fattore determinante per il ribaltamento di quello che molti sondaggi davano inizialmente come esito scontato. “Abbiamo vinto”, ha affermato la segretaria, “e questo successo è ancora più bello perché partivamo da una sconfitta annunciata”. Nel suo intervento, Schlein ha voluto dare al verdetto delle urne un significato che va oltre il merito tecnico del quesito: nel voto, a suo avviso, è confluito anche un giudizio negativo verso l’operato dell’esecutivo, una sorta di “No all’arroganza” di una maggioranza che, come ha detto, ha tentato di modificare la Carta senza un confronto adeguato.
La maggioranza incassa la sconfitta: Meloni parla di “rammarico” e Nordio si dice rispettoso
Dal fronte governativo, la reazione è stata improntata a una cauta presa d’atto del responso popolare. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rotto il silenzio con un breve video pubblicato sui social, nel quale ha dichiarato di rispettare la decisione dei cittadini, pur esprimendo “rammarico” per quella che ha considerato un’occasione persa per il Paese. Più articolata la reazione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha rivendicato l’impegno profuso nel tentativo di spiegare la complessità della riforma – quella ispirata al progetto di Giuliano Vassalli e al principio del giudice terzo – prendendo atto “con rispetto” della volontà popolare. Pur consolandosi, come ha detto il ministro, con l’alta partecipazione al voto, che a suo giudizio conferma la solidità democratica del sistema, Nordio ha evitato di attribuire al risultato un significato politico specifico, limitandosi a ringraziare la parte di elettorato che ha sostenuto il “Sì”.
La vittoria del “No” rappresenta dunque un colpo per la maggioranza di centrodestra, che aveva fatto della riforma della giustizia e della separazione delle carriere uno dei cavalli di battaglia del proprio programma. I dati definitivi, ancora in corso di aggiornamento sul portale Eligendo del Viminale, confermano la tendenza già emersa dagli exit poll di metà pomeriggio, quando i primi sondaggi avevano indicato una forbice compresa tra il 49 e il 53 per cento per il “No”. Con lo scrutinio ormai agli sgoccioli, l’attenzione si sposta ora sulle reazioni delle diverse forze politiche, con l’opposizione che rilancia chiedendo che il risultato venga interpretato come un avvio di una nuova fase politica incentrata sull’attuazione dei principi costituzionali.




