Campo largo, Fratoianni: "Ci vuole coraggio e ambizione, noi ne abbiamo"
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Redazione Interno
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«Qualcuno che si definisce la sinistra vera, sceglie di non aver meglio da fare con la destra al governo di contestare l'opposizione, ognuno fa le sue scelte, che ci posso fare?». Nicola Fratoianni, leader di Avs, torna sulle contestazioni subite durante il comizio del Campo Largo a Napoli e rivendica la necessità di un progetto alternativo a Giorgia Meloni, che richiede coraggio e ambizione politica.
La risposta di Fratoianni e le divisioni interne
A margine di un convegno alla Sapienza, Fratoianni ha risposto seccamente alle polemiche sollevate dopo la manifestazione napoletana, parlando di un dibattito distorto e affermando che le forze che contestano l'opposizione, mentre la destra è al governo, dimostrano una carenza di priorità. Il leader di Avs ha ribadito la sua posizione contraria alla corsa al riarmo, definendo inaccettabile e insostenibile la promessa del 5% del Pil per le spese militari fatta da Meloni a Donald Trump.
«Adesso mi pare che tutti si scandalizzino del nulla, per giustificare una folle corsa a riarmarsi si sono costruiti una miriade di argomenti», ha dichiarato, sottolineando che la minaccia principale per l'Europa risiede al suo interno, nelle forze dell'ultradestra nazionalista, piuttosto che in un attacco militare diretto della Russia.
La manifestazione di Napoli e lo scontro tra alleati
L'appuntamento di Napoli, primo test di piazza per il "tridente" del Campo Largo, ha evidenziato tensioni e fragilità, alimentando le divisioni interne sulla politica estera. Se da un lato la coalizione cerca di mostrare compattezza per costruire l'alternativa alla maggioranza, dall'altro emergono differenze sostanziali. A gettare benzina sul fuoco sono state le parole del leader M5S, Giuseppe Conte, che ha minimizzato la minaccia russa, incontrando le critiche dell'ala riformista del Pd e di Avs.
Un dirigente dem, citato da fonti di stampa, ha ammesso che la scelta di andare in piazza a Napoli era rischiosa e i moniti del sindaco Gaetano Manfredi, che suggeriva un luogo più protetto, sono stati ignorati.
Il nodo del rinvio della manifestazione di Padova
A complicare ulteriormente il quadro, si aggiunge l'incertezza sulla seconda tappa del palco unitario, prevista per mercoledì 15 luglio a Padova. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, la manifestazione potrebbe slittare a causa della sovrapposizione con i lavori sulla legge elettorale alla Camera, dove si voterà proprio in quei giorni. La decisione ufficiale è attesa a breve, ma l'eventuale rinvio alimenta le voci di una coalizione in difficoltà.
Fratelli d'Italia, per bocca del vicecapogruppo Stefano Maullu, ha già attaccato il Campo Largo, accusandolo di cercare una scusa per evitare un nuovo flop dopo l'insuccesso di Napoli. «La domanda è semplice: Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli preferiscono non mancare l'appuntamento in Aula sulla legge elettorale oppure preferiscono evitare un nuovo appuntamento sul palco dopo la clamorosa figuraccia di Napoli?», ha dichiarato Maullu.
Un'alleanza alla prova dei fatti
Nonostante le polemiche, Fratoianni insiste sulla bontà del progetto del Campo Largo, difendendo la convergenza e la responsabilità delle forze che lo compongono. «Le forze che hanno organizzato la manifestazione di Napoli, che ne organizzeranno molte altre, che lavoreranno nella costruzione dell'alternativa a Meloni, sono tutte d'accordo nel dire che serve una svolta diplomatica», ha dichiarato il leader di Avs, che però ha anche messo in guardia dalla confusione tra responsabilità e rinuncia.
«In molti anni ci hanno spiegato che dovevamo essere responsabili, quindi non dovevamo mai fare proposte che migliorassero la vita della maggioranza delle persone, lasciare tutto come stava, questo non ha nulla a che vedere con la responsabilità», ha concluso Fratoianni, ribadendo la necessità di un'opposizione determinata e propositiva per offrire al Paese un'alternativa credibile.




