Fratoianni denuncia il silenzio dei media sullo sciopero dei metalmeccanici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre migliaia di operai in tuta blu riempivano le piazze da nord a sud, il clamore delle loro proteste sembra essersi infranto contro un muro di indifferenza mediatica. A sottolinearlo è Nicola Fratoianni, che ieri ha denunciato l’"impressionante silenzio" dei principali quotidiani italiani riguardo allo sciopero unitario indetto dai sindacati dei metalmeccanici. Fatta eccezione per alcune testate come Avvenire e Il Manifesto, la copertura è stata scarsa, nonostante l’adesione abbia superato il 90% in diversi stabilimenti e migliaia di lavoratori abbiano paralizzato interi comparti produttivi.

A Reggio Emilia, settemila operai hanno sfilato lungo la via Emilia, scandendo slogan contro la mancata trattativa tra Confindustria e Confapi per il rinnovo del contratto nazionale. Un corteo che, sebbene massiccio, ha trovato poco spazio sui giornali, nonostante la partecipazione trasversale di Cgil, Cisl e Uil, unite nella richiesta di garanzie per un settore minacciato dall’incertezza economica e dalle politiche commerciali internazionali.

A Cameri, duecento lavoratori hanno presidiato i cancelli della Meritor Hvs, azienda strategica nella filiera automotive, mentre a Genova le proteste hanno mescolato le rivendicazioni salariali alla critica verso gli investimenti militari. “Soldi per le armi? Schifo”, hanno urlato in molti, evidenziando come la crisi del potere d’acquisto e la paura per un futuro instabile abbiano spinto gli operai a incrociare le braccia.

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