Sciopero dei metalmeccanici, alta adesione in tutta Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 13 gennaio, i lavoratori del settore metalmeccanico, rappresentati dai sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, hanno incrociato le braccia per otto ore, manifestando in diverse città italiane. La mobilitazione, indetta a seguito della rottura delle trattative con Federmeccanica-Assistal per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, ha visto una partecipazione massiccia, con presidi organizzati davanti a numerose aziende.

A Vallefoglia, in provincia di Pesaro e Urbino, lavoratori e sindacalisti si sono riuniti davanti all'azienda Rivacold, mentre a Caserta, nonostante il freddo pungente, oltre trecento lavoratori si sono radunati davanti alla stazione ferroviaria per poi partire in corteo. Anche nella Marca, dove il settore metalmeccanico rappresenta il comparto economico più grande con circa 40mila lavoratori, l'adesione allo sciopero è stata alta.

La giornata di mobilitazione ha coinvolto anche i lavoratori della Toyota, che hanno partecipato ai presidi organizzati nel bolognese. Le tute blu delle fabbriche metalmeccaniche hanno manifestato per ottenere un rinnovo contrattuale che garantisca migliori condizioni lavorative e salariali.

Inoltre, a Caserta, la protesta ha avuto un duplice scopo: oltre a rivendicare il rinnovo del contratto, i lavoratori hanno espresso solidarietà ai colleghi della Jabil e della Softlab, impegnati in vertenze per la difesa del posto di lavoro.

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