Scioperi metalmeccanici: alta adesione e mobilitazione per il rinnovo del Ccnl
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Redazione Interno
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Un’ondata di scioperi, che ha attraversato l’Italia nel mese di febbraio, ha segnato una forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore metalmeccanico, determinati a riaprire il tavolo di trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) con Federmeccanica e Assistal. La protesta, organizzata dai sindacati confederali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, ha visto un’adesione massiccia, con picchi che in alcune province hanno sfiorato il 90% dei lavoratori, segnando un momento significativo di unità e determinazione.
Le iniziative, che hanno coinvolto fabbriche e piazze, non si sono limitate ai soli scioperi produttivi, ma hanno incluso presidi e manifestazioni, come quello tenutosi a Lecco, dove un centinaio di lavoratori si è radunato davanti alla sede di Confindustria in via Caprera. L’obiettivo è chiaro: riportare al centro del dibattito le richieste contenute nella piattaforma sindacale, approvata dai metalmeccanici, e respingere quelle che vengono definite “provocazioni” delle controparti datoriali. Le trattative, avviate da oltre un anno, sono attualmente interrotte, lasciando i lavoratori in una situazione di incertezza che ha spinto a una mobilitazione senza precedenti.
Anche in Bergamasca, la giornata di sciopero del 21 febbraio ha registrato un’adesione particolarmente alta, con una media tra l’80 e il 90% dei lavoratori nelle aziende del territorio. Un presidio, organizzato dalle 8 alle 12 davanti alla sede di Confindustria al Kilometro Rosso, ha rappresentato un momento simbolico della protesta, sottolineando la volontà di non cedere sulle richieste sindacali. Stessa situazione ad Alessandria, dove i numeri hanno confermato un’adesione altrettanto significativa, con migliaia di lavoratori coinvolti in una mobilitazione che ha unito il Paese da nord a sud.
Le immagini delle manifestazioni, diffuse dalle segreterie sindacali, mostrano una partecipazione trasversale, con lavoratori di diverse generazioni e background uniti da un obiettivo comune. Tra i volti più noti, quelli dei segretari Enrico Vacca, Fabio Anghileri e Gabriella Trogu, che hanno guidato le proteste con discorsi infuocati, ribadendo la necessità di riprendere le trattative e di affrontare temi cruciali come salari, sicurezza e condizioni di lavoro.




