Metalmeccanici in sciopero in tutta Italia, in Calabria adesione al 90%: "Aumenti e sicurezza non negoziabili
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Redazione Interno
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Operai e impiegati del settore metalmeccanico hanno incrociato le braccia oggi in tutta Italia, rispondendo massicciamente allo sciopero di otto ore proclamato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da giugno 2024. In Calabria, dove l’adesione ha toccato punte del 90%, centinaia di lavoratori si sono radunati a Reggio Calabria davanti a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, con una partecipazione significativa da parte dei dipendenti degli stabilimenti Hitachi e Baker Hughes, tra i più rilevanti del territorio.
A Ferrara, invece, il corteo si è concentrato sotto la sede di Confindustria, con oltre 150 manifestanti che hanno contestato la posizione di Federmeccanica, accusata di bloccare le trattative, in particolare sulla questione degli scatti di anzianità. "Tutelate i nostri salari", è stato lo striscione più esposto, mentre i sindacati denunciavano l’assenza di proposte concrete da parte delle associazioni datoriali, colpevoli, a loro dire, di aver paralizzato il dialogo.
Non è andata diversamente in Abruzzo, dove i lavoratori della Val di Sangro hanno organizzato un presidio davanti alla sede di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico a Mozzagrogna, ribadendo con foto e cartelli l’urgenza di un accordo che garantisca non solo aumenti salariali ma anche migliori condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro. "Senza contratto si sciopera", recitava lo slogan della protesta, che ha visto una mobilitazione compatta, con fabbriche svuotate e piazze gremite da Nord a Sud.
L’obiettivo della giornata di lotta, che ha coinvolto circa un milione e mezzo di lavoratori in tutta Italia, era riaccendere i riflettori su un negoziato ormai fermo, mentre le organizzazioni sindacali chiedevano a gran voce un immediato riavvio del confronto. Le rivendicazioni principali restano quelle di sempre: adeguamenti salariali per far fronte al carovita, il mantenimento degli scatti di anzianità e maggiori tutele contro gli infortuni, in un settore che, nonostante i progressi tecnologici, continua a registrare incidenti gravi, spesso con esiti drammatici.




