Juventus, Comolli e il nodo Vlahovic: "Qualcosa non ha funzionato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Damien Comolli, da pochi giorni insediato come direttore generale della Juventus, non ha perso tempo per affrontare questioni spinose, dimostrando fin da subito uno stile diretto e pragmatico. Tra i temi toccati nella sua prima conferenza stampa, spicca senza dubbio la situazione di Dusan Vlahovic, attaccante serbo il cui contratto scadrà il 30 giugno 2026.

«Ho parlato con Dusan la settimana scorsa», ha detto Comolli, lasciando intendere che il dialogo con il giocatore sarà cruciale per definire il suo futuro. «Tornerà a breve e voglio capire cosa ha in mente». Un approccio che, se da un lato sembra voler riaprire un canale comunicativo, dall’altro non nasconde le difficoltà emerse in questi mesi. «Qualcosa non ha funzionato», ha ammesso, senza scendere in dettagli ma confermando che la permanenza di Vlahovic a Torino non è scontata.

La qualificazione in Champions League, ottenuta all’ultima giornata di campionato, ha alleviato le tensioni ma non basta a cancellare una stagione deludente. I bianconeri, che pure hanno chiuso al quarto posto assicurandosi un ingresso nella massima competizione europea e i relativi 60 milioni di ricavi, avrebbero dovuto fare di più. E ora, con Comolli al timone, si apre una fase di ridefinizione della squadra, in cui Vlahovic rappresenta uno dei nodi principali.

Giovanni Guardalà, giornalista di Sky Sport, ha aggiunto ulteriori elementi alla vicenda. «Vlahovic non vuole trasferirsi in Turchia», ha spiegato, riferendosi alle voci che lo accostavano al settore calcistico turco. «Comolli ha chiarito che non manterrà il suo attuale contratto: se vorrà restare, si dovrà rinegoziare». Una posizione netta, che lascia poco spazio a interpretazioni e che potrebbe accelerare una decisione.

Il serbo, arrivato alla Juventus nel gennaio 2022 tra grandi aspettative, non ha mai espresso pienamente il suo potenziale, alternando momenti di grande efficacia a fasi di opacità. E se Comolli lo ha definito «un top player», il condizionale usato nelle sue dichiarazioni («dovrebbe tornare», «voglio parlargli») sembra suggerire che la fiducia non sia più incondizionata.

Intanto, il mercato estivo si avvicina e la Juventus dovrà muoversi in fretta per evitare di ritrovarsi con un assetto incompleto a pochi giorni dalla riapertura del campionato. Quella di Vlahovic è una partita delicata, che potrebbe influenzare non solo il reparto offensivo ma anche le casse societarie, considerando che un eventuale addio comporterebbe la necessità di trovare un sostituto di pari livello.

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