G7 a Evian, il giorno dell’Ucraina: Macron, Trump e Zelensky a confronto trilaterale
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giunto ad Evian-les-Bains in qualità di invitato al vertice del G7, è stato subito al centro della scena politica della seconda giornata di lavori, quella interamente dedicata al conflitto che insanguina il suo Paese ormai da oltre quattro anni.
Ad accoglierlo, nei giardini dell’Hotel Royal che ospita il summit, c'era il presidente francese Emmanuel Macron, il quale, stando a quanto riportato dal Guardian e confermato da fonti vicine al Kyiv Independent, avrebbe subito posto al leader ucraino la questione cruciale del confronto diretto con la controparte americana, chiedendogli se avesse già organizzato un incontro bilaterale con Donald Trump e offrendosi, in caso contrario, di provvedere egli stesso a organizzarlo.
Una sollecitazione che si è tradotta in un fatto politico concreto: prima ancora dell'inizio della sessione plenaria, si è materializzato un incontro trilaterale tra Macron, Trump e Zelensky, un faccia a faccia che ha tenuto gli altri leader in attesa per circa un'ora e che rappresenta il primo confronto diretto tra il presidente statunitense e quello ucraino dopo quasi quattro mesi, dall'incontro di fine dicembre 2025 nella residenza di Mar-a-Lago.
La pressione americana e la spinta negoziale
L'incontro trilaterale, che di fatto ha aperto i lavori del vertice, è stato il prologo alle dichiarazioni rilasciate da Trump ai giornalisti, nel corso delle quali il tycoon è apparso determinato a imprimere una svolta decisiva al conflitto, affermando senza mezzi termini che "la Russia dovrebbe trovare un accordo".
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la sua intenzione di fare "tutto ciò che è in suo potere" per favorire una soluzione negoziata, definendo "molto positivo" il colloquio avuto con Zelensky e annunciando la possibilità di un nuovo faccia a faccia nel corso della stessa giornata.
Le sue parole, pronunciate a margine di un vertice che lo vede protagonista anche per gli sviluppi mediorientali, lasciano intendere una volontà di rimettere al centro dell'agenda internazionale la ricerca di una pace in Ucraina, nonostante le evidenti difficoltà sul campo, come lo stesso Trump ha riconosciuto, sottolineando l'enorme numero di vittime, paragonabile a quello della Seconda Guerra Mondiale, e la sostanziale incompatibilità tra i due leader in conflitto.
La posizione ucraina e il contesto bellico
Il vertice di Evian si svolge in un momento di particolare tensione e di rinnovata offensiva ucraina, con Zelensky che, da par suo, ha rivendicato la necessità di costringere la Russia a porre fine alla guerra, anche attraverso l'uso di armi a lungo raggio come i droni che hanno recentemente colpito Mosca e la sua raffineria, un attacco che il leader ucraino ha definito una "giusta risposta" ai bombardamenti russi.
Mentre il Cremlino continua a negare la propria disponibilità a un confronto diretto, se non alle proprie condizioni, e i portavoce russi sottolineano che Vladimir Putin non ha ricevuto alcun invito a partecipare ai lavori del G7, Zelensky ha rilanciato la proposta di un incontro a tre con Putin negli Stati Uniti, un format che, a suo avviso, renderebbe più difficile per il presidente russo sottrarsi al negoziato.
Sul fronte diplomatico, dalla sessione dedicata all'Ucraina è emerso un G7 compatto, con un "messaggio di unità" a sostegno di Kiev e la volontà condivisa di rafforzare il sostegno energetico e la difesa aerea, aumentando al contempo la pressione su Mosca, che appare ancora una volta non disponibile a sedersi al tavolo delle trattative.
Il ruolo di Macron e la scena internazionale
In questo quadro complesso, il presidente francese Emmanuel Macron ha giocato un ruolo determinante di facilitatore, cercando di ricompattare il fronte occidentale e di spingere Trump verso una linea più dura con Mosca, consapevole che la presenza del leader americano a Evian e la sua rinnovata attenzione al dossier ucraino rappresentano una finestra di opportunità per l'Europa.
Macron, che ha accolto Zelensky con un caloroso abbraccio nei giardini dell'Hotel Royal, si è fatto portavoce della necessità di "aumentare la pressione sulla Russia" per arrivare a un accordo di pace, consapevole che una buona negoziazione è quella che vede Ucraina e Russia sedute allo stesso tavolo con europei e americani.
L'incontro trilaterale di apertura, voluto fortemente dallo stesso Macron, ha rappresentato un segnale forte della volontà di non lasciare che il conflitto scivoli nell'oblio dell'agenda internazionale, specialmente alla luce degli sviluppi mediorientali che hanno a lungo catalizzato l'attenzione, e ha confermato il ruolo della Francia come attore chiave nel tentativo di mediare tra le posizioni, spesso distanti, di Trump e Zelensky.




