Mario Day, tre classici ritrovati: dal Virtual Boy al GBA su Switch Online

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il calendario delle celebrazioni videoludiche segna ormai da anni una data fissa, il 10 marzo, quel MAR10 Day che i fan di tutto il mondo dedicano all'idraulico più famoso di Kyoto, e Nintendo, come da tradizione, ha deciso di omaggiare il suo personaggio-icona arricchendo il catalogo di Nintendo Switch Online con tre titoli del passato. L’annuncio, arrivato alla vigilia dell’evento, riguarda l’inserimento di due rarità per Virtual Boy, Mario’s Tennis e Mario Clash, e di un classico per Game Boy Advance, Mario vs. Donkey Kong, operativi a partire dal 10 marzo per gli abbonati al servizio, sebbene con alcune precisazioni doverose riguardo l’hardware necessario e il tipo di sottoscrizione richiesta.

Per comprendere la portata di questa operazione nostalgia, occorre fare un passo indietro e considerare la natura peculiare dei titoli scelti. Il Virtual Boy, la console stereoscopica lanciata nel 1995 e ritiratasi frettolosamente dal mercato a causa della sua accoglienza fredda e della tecnologia poco pratica, rappresenta uno degli esperimenti più affascinanti e al contempo discussi nella storia della casa nipponica. Portare due dei suoi giochi, Mario’s Tennis e Mario Clash, sull’ibrida significa non solo ampliare l’archivio storico a disposizione dei giocatori, ma anche, e soprattutto, riscattare dall’oblio una libreria di titoli che in pochi, all’epoca, ebbero modo di apprezzare veramente.

Analizzando i due giochi provenienti da quella piattaforma rossa e nera, si scoprono dettagli di un certo interesse per gli appassionati di storia videoludica. Mario’s Tennis, in particolare, detiene un primato non indifferente: fu il primo Titolo a vedere i personaggi del Regno dei Funghi scendere in campo con racchette e palline, gettando le basi per una delle sottoserie sportive più longeve e amate, quella di Mario Tennis, che solo di recente ha visto l’uscita di Mario Tennis Fever su Switch 2. Il roster, composto da sette personaggi con statistiche differenziate, offriva un’anticipazione di quello che sarebbe diventato un caposaldo dei giochi multiplayer Nintendo. Mario Clash, d’altra parte, fungeva da reinterpretazione tridimensionale del classico Mario Bros.: l’obiettivo, per chi si avventurava tra i tubi e i piani della Clash House Tower, era quello di eliminare i Koopa Troopa utilizzando i loro stessi gusci, sfruttando la percezione della profondità data dall’ottica del Virtual Boy per colpire i nemici posti sullo sfondo. Meccaniche semplici, certo, ma pensate appositamente per esaltare la peculiarità del visore.

Un ritorno atteso e un accessorio indispensabile

Se i due titoli Virtual Boy rappresentano una scoperta per le nuove generazioni e un tuffo nel passato per i veterani, Mario vs. Donkey Kong per Game Boy Advance si configura come l’aggiunta di maggior peso specifico in termini di giocabilità e ricordo collettivo. Uscito originariamente nel 2004, questo puzzle platform era considerato una sorta di seguito spirituale del Donkey Kong del 1994, e vedeva Mario alle prese con un Donkey Kong irato che, invidioso dei giocattoli Mini Mario, li rubava dalla fabbrica. La struttura a livelli compatti e ragionati, dove l’astuzia prevale sulla velocità di riflessi, richiedeva al giocatore di pianificare attentamente il percorso per recuperare i pupazzetti. Il fatto che il gioco abbia ricevuto un remake completo nel 2024 per Nintendo Switch non ha impedito alla compagnia di proporre anche la versione originale, offrendo così ai puristi la possibilità di confrontare le due epoche e le diverse filosofie di level design.

C’è un aspetto, però, che chi desidera cimentarsi con Mario’s Tennis e Mario Clash deve necessariamente tenere in considerazione, un elemento che introduce una barriera fisica all’ingresso per questi due specifici giochi. Per poter usufruire del catalogo Virtual Boy su Switch, infatti, non è sufficiente possedere l’abbonamento con Expansion Pack, che ricordiamo avere un costo di 39,99 euro all’anno; è obbligatorio dotarsi di un accessorio dedicato, acquistabile separatamente sul My Nintendo Store. Nintendo ha reso disponibili due versioni di questo visore: una riproduzione fedele dell’ingombrante console originale al prezzo di 79,99 euro, e un’alternativa più economica realizzata in cartone resistente, dal costo di 19,99 euro, che riprende l’estetica e la filosofia dei kit Labo. Una spesa aggiuntiva, questa, che potrebbe far riflettere i giocatori meno inclini alla nostalgia archeologica, ma che testimonia la volontà di ricreare l’esperienza originale nella sua interezza, per quanto scomoda e peculiare essa fosse.

La struttura degli abbonamenti e l’offerta in arrivo

Dal punto di vista puramente contrattuale, è bene chiarire la suddivisione dei titoli all’interno delle diverse fasce del servizio online di Nintendo. Mario vs. Donkey Kong, essendo un titolo Game Boy Advance, richiede il già citato pacchetto aggiuntivo, il cosiddetto Expansion Pack, che include anche i giochi per Nintendo 64 e Sega Mega Drive. Lo stesso vale, come accennato, per i due giochi Virtual Boy, dato che anch’essi rientrano nella library della console a 32 bit, sebbene richiedano l’hardware supplementare. L’abbonamento base, quello che costa 3,99 euro al mese o 19,99 euro per dodici mesi, dà invece accesso ai titoli NES, SNES, Game Boy e Game Boy Color, e non sarebbe sufficiente per avviare nessuno dei tre giochi annunciati per il MAR10 Day.

Questa mossa di Nintendo, se da un lato amplia l’offerta in modo significativo e dà respiro a una piattaforma, il Virtual Boy, recentemente aggiunta al servizio con sette titoli al lancio a febbraio, dall’altro conferma una strategia commerciale ben precisa. La compagnia giapponese continua a trattare il suo catalogo retro come un valore aggiunto, suddividendolo in livelli e, nel caso specifico, vincolandolo all’acquisto di periferiche. Resta il fatto che l’operazione ha il pregio di rendere giocabili su schermi moderni, e con la comodità di un controller contemporaneo, tre esperienze che altrimenti sarebbero destinate a rimanere chiuse nelle memorie delle cartucce o nei video su internet. Titoli come Mario Clash e Mario’s Tennis, al di là del loro effettivo valore ludico, rappresentano dei veri e propri reperti di un periodo di sperimentazione coraggiosa, a tratti naif, che ha contribuito a definire l’identità di una delle aziende più importanti del settore.

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