Pescara, donna di 71 anni investita e uccisa da un pullman al terminal bus
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Redazione Interno
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Una donna di 71 anni, Maria Ferrandino, di Collecorvino, ha perso la vita questa mattina al terminal bus di Pescara, davanti alla stazione ferroviaria, dopo essere stata investita da un pullman extraurbano della Tua. L'intervento immediato dei soccorritori del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, non è riuscito a salvarle la vita.
La dinamica dell'incidente è ancora oggetto di accertamenti da parte della polizia locale, coordinata dal comandante Danilo Palestini, che sta eseguendo i rilievi nell'area del terminal e ha già acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la sequenza dei fatti.
La ricostruzione e gli accertamenti in corso
Secondo una prima ricostruzione, la donna era appena scesa dal mezzo che l'aveva condotta a Pescara da Collecorvino e si trovava nell'area di manovra dei pullman, in prossimità degli stalli di fermata. Sarebbe stata travolta e trascinata per alcuni metri durante una manovra del bus, in un punto dove la visuale per il conducente potrebbe essere risultata difficoltosa. L'autista, trovato in stato di choc, è stato ascoltato dagli agenti. La Procura attende la relazione della Polizia Locale, mentre la Tua ha avviato un'inchiesta interna. La salma è a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Il dramma personale e il cordoglio dell'azienda
La vittima era la madre di un autista della Tua e stava arrivando a Pescara per incontrare il figlio, la moglie e il nipotino, del quale si sarebbe dovuta prendere cura. Il figlio, appreso dell'incidente, ha raggiunto il terminal e ha provveduto al riconoscimento della salma. Il presidente della Tua, Gabriele De Angelis, a nome del Consiglio di Amministrazione e dell'intera comunità aziendale, ha espresso «profondo cordoglio» per il tragico evento, dichiarando: «Ci stringiamo con rispetto e sincera commozione al nostro collega e alla sua famiglia. A loro va l'abbraccio e il cordoglio di tutta Tua».
Le denunce sulla sicurezza del terminal
La tragedia ha riacceso le polemiche sulle condizioni di sicurezza del terminal bus di Pescara, da anni oggetto di segnalazioni per lo stato di abbandono. La FILT CGIL, attraverso i segretari Aurelio Di Eugenio, Eugenio Di Fonzo e Giammaria Ferrante, ha ricordato di aver presentato «numerosi esposti e segnalazioni» a Tua, Comune di Pescara e Prefettura per «mancanza di sicurezza, assenza completa di segnaletica orizzontale e verticale, assenza di pensiline nonché di attraversamenti pedonali e marciapiedi rialzati». L'ultimo esposto risale al 18 agosto.
Il sindacato ha precisato di non voler «anticipare le conclusioni degli organi competenti sulla dinamica dell'incidente né attribuire responsabilità prima degli accertamenti», ma ha chiesto «piena luce non solo su quanto accaduto, ma anche sulle condizioni di sicurezza del terminal e sulle segnalazioni effettuate negli anni».
I lavori annunciati dal Comune
Pochi giorni prima dell'incidente, il Comune di Pescara aveva annunciato interventi di riqualificazione dell'area. Secondo quanto reso noto, tra meno di un mese sarebbero stati stanziati circa 250mila euro per rifare l'asfalto, ripristinare la segnaletica e realizzare le banchine di fermata. Si tratta di lavori attesi da tempo, dopo anni di critiche da parte dei sindacati e dell'opposizione, che avevano denunciato le condizioni del piazzale dove, secondo le segnalazioni, mancavano stalli e linee sull'asfalto e dove la circolazione pedonale e dei mezzi appariva affidata al caso.
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