Bonus ristrutturazioni, i quattro ostacoli che riducono le detrazioni nella precompilata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La dichiarazione dei redditi precompilata per il 2026, quella che arriverà tra poche settimane ai contribuenti italiani, presenta un quadro meno generoso per chi ha investito in lavori edilizi. Almeno quattro fattori, variamente combinati tra loro, concorrono a ridurre l’importo effettivamente detraibile per le ristrutturazioni. Il primo, e forse il più strutturale, riguarda la scadenza – ormai alle spalle – delle vecchie agevolazioni che avevano caratterizzato gli anni precedenti, con aliquote più elevate e massimali più ampi. Senza quelle misure straordinarie, il meccanismo di recupero fiscale torna a essere più contenuto.

Il calo degli investimenti e la nuova aliquota base

Un secondo elemento, di natura prettamente economica, è rappresentato dalla contrazione della spesa complessiva nel settore: nel corso del 2025 gli investimenti in bonus casa sono scesi a 32,1 miliardi di euro, un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni del boom edilizio. A ciò si aggiunge la riduzione della detrazione base, fissata ora al 36%, mentre l’aliquota più favorevole del 50% viene confermata esclusivamente per l’abitazione principale. Chi possiede una seconda casa, quindi, o un immobile dato in locazione, dovrà accontentarsi di una percentuale minore, con un effetto diretto sul risparmio fiscale annuale.

Il nuovo limite per i redditi oltre 75mila euro

Il quarto fattore, forse il più penalizzante per certe fasce di contribuenti, è il nuovo tetto agli oneri detraibili imposto a chi dichiara redditi superiori a 75mila euro. Si tratta di una misura che incide in modo selettivo, limitando la capacità di recuperare fiscalmente le spese sostenute. A livello aggregato, come spiegano i tecnici del settore, se non si verifica un turnover tra chi termina il periodo di detrazione (spesso decennale per i vecchi interventi) e chi invece inizia ora a godere delle nuove aliquote, la platea complessiva dei beneficiari tende inevitabilmente a restringersi. Questo processo, va detto, richiederà alcuni anni per manifestarsi pienamente, ma la contrazione è già iniziata.

Le ripercussioni sul modello 730 del 2026

Nel modello 730 presentato quest’anno – e quindi relativo ai redditi del 2025 – la cosiddetta rata “1” risulterà meno diffusa e soprattutto meno ricca rispetto a quella di dodici mesi prima. Lo stesso meccanismo coinvolge anche altre agevolazioni collaterali, come il bonus sicurezza: un capitolo a parte che consente di detrarre le spese sostenute per prevenire atti illeciti da parte di terzi, dal furto all’aggressione, purché si tratti di reati penalmente rilevanti. Per quanto riguarda le spese condominiali, invece, quelle sostenute nel 2025 per interventi straordinari o ristrutturazioni mantengono una detrazione che varia tra il 36% e il 50% a seconda del tipo di abitazione. Resta inteso che, in assenza di modifiche normative future, il trend appare in discesa: meno detrazione, meno anni di recupero, meno contribuenti coinvolti.

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