West Nile, nuovo decesso a Novara: vittima un anziano di 87 anni. I casi in Piemonte

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il West Nile virus torna a colpire in Piemonte, e lo fa con un nuovo decesso che riaccende i riflettori sul monitoraggio delle malattie trasmesse da insetti vettori. A Novara, nel rione Bicocca, un uomo di 87 anni, Antonio C., non ce l'ha fatta: le complicazioni neurologiche conseguenti all'infezione si sono rivelate letali, nonostante le cure.

Si tratta del primo caso mortale del 2026 nella regione, dopo le tre vittime registrate nello scorso anno, e la notizia è stata resa nota dal report del Seremi, il servizio di riferimento regionale per l'epidemiologia, che sta seguendo con attenzione l'evoluzione del fenomeno.

Il punto dell'Asl: "Il rischio non dipende dalla residenza"

Edoardo Moia, direttore della struttura complessa Servizio igiene e Sanità pubblica dell'Asl Novara, ha voluto precisare un aspetto fondamentale per evitare falsi allarmismi legati alla zona di provenienza della vittima. "Non è una questione di residenza" ha dichiarato, chiarendo come la probabilità di ammalarsi e, purtroppo, anche di perdere la vita a causa del virus sia identica in qualsiasi contesto geografico, purché si sia esposti alla puntura delle zanzare infette.

Le sue parole sottolineano come il pericolo sia diffuso e non circoscritto a specifiche aree urbane o rurali, invitando la popolazione a non abbassare la guardia indipendentemente dal luogo in cui vive.

Il quadro epidemiologico e i sintomi del virus

Il West Nile, trasmesso all'uomo esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Culex, non si diffonde per contatto diretto tra persone, né attraverso altri animali domestici. Nella stragrande maggioranza dei casi, circa l'80% delle persone infette, il decorso è del tutto asintomatico e passa inosservato; per il restante 20%, invece, si possono manifestare sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa, dolori muscolari e nausea, che nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente.

La vera criticità riguarda le fasce più fragili della popolazione, anziani e soggetti con patologie pregresse, che possono sviluppare forme neuroinvasive, come encefaliti o meningiti, le quali purtroppo possono portare a esiti fatali come nel caso dell'ottantasettenne novarese che, secondo quanto riferito, non si era mai allontanato dalla città prima del contagio.

Prevenzione e raccomandazioni del Ministero per l'estate 2026

Con l'arrivo della stagione calda, il Ministero della Salute ha rinnovato le proprie raccomandazioni per limitare il più possibile il contatto con le zanzare. Le misure suggerite sono semplici ma efficaci: utilizzare repellenti cutanei, indossare abiti leggeri ma coprenti nelle ore serali e notturne, quando l'insetto è più attivo, e installare zanzariere alle finestre. Altrettanto importante è agire sull'ambiente domestico, eliminando i ristagni d'acqua dove le zanzare depongono le uova, come sottovasi, secchi e giochi per bambini lasciati all'aperto.

La sorveglianza sanitaria resta alta in tutto il Piemonte, dove i casi sono stati segnalati non solo a Novara ma anche in provincia di Torino, e gli esperti continuano a monitorare la circolazione del virus per informare tempestivamente i cittadini e i medici di base.

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