Le borse europee chiudono in rialzo, oro a 4.900 dollari l'oncia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante una giornata partita all'insegna dell'incertezza, dovuta principalmente all'assenza di riferimenti chiari da oltreoceano, i listini del Vecchio continente sono riusciti a chiudere la seduta di martedì 17 febbraio in territorio ampiamente positivo. Le piazze finanziarie europee, dopo un avvio cauto e contrastato, hanno trovato la forza per mettere a segno un deciso recupero pomeridiano, sfruttando anche un lieve miglioramento del sentiment in attesa della riapertura di Wall Street, rimasta chiusa il giorno precedente per la festività del Presidents' Day -5. Gli investitori, in questo clima di attesa, hanno preferito concentrarsi su quei settori considerati più difensivi o legati ai titoli industriali, lasciando sullo sfondo, almeno per il momento, i timori legati alla tenuta del comparto tecnologico e all'impatto dell'intelligenza artificiale sui modelli di business tradizionali.

Tra le principali Borse europee, Milano ha fatto registrare una delle performance migliori, con il Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,76%, terminando la giornata sui massimi di seduta -3. In scia alla piazza affari italiana si sono mosse anche Francoforte, con un +0,8%, e Parigi, che ha chiuso in rialzo dello 0,54%. Un rally, quello di Piazza Affari, trainato in particolare modo dai titoli Telecom Italia, balzato del 3,08%, e Nexi, che con un +2,37% ha beneficiato di un rimbalzo tecnico dopo le recenti uscite dei fondi Advent e Bain -2. Positive anche le banche, con Mps e Fineco in luce, mentre hanno chiuso in rosso Diasorin, che ha subito un pesante calo del 6,69%, e Fincantieri, in ribasso del 3,46% a seguito di un taglio del giudizio da parte di Mediobanca.

Wall Street timida e l'allarme AI sullo sfondo

Oltreoceano, la riapertura dei mercati dopo il lungo weekend festivo è stata all'insegna della debolezza e del contrasto. Il Dow Jones ha viaggiato in lieve rialzo, mentre il Nasdaq è rimasto sostanzialmente sulla parità, risentendo ancora una volta di quel clima di cautela che gli analisti hanno ribattezzato "AI scare trade" -6. Questo termine, che potremmo tradurre come "scambi dettati dal timore per l'IA", si riferisce alla crescente diffidenza degli investitori verso quei titoli, specialmente tecnologici e software, che potrebbero vedere i loro margini di profitto erosi proprio dall'avvento di nuovi modelli di intelligenza artificiale in grado di sostituire servizi a pagamento o mansioni white-collar -9. Il fenomeno, nato nelle scorse settimane con il sell-off sui titoli software, continua a tenere banco e a influenzare le scelte di portafoglio, creando una certa volatilità.

Parallelamente al movimento dei listini azionari, l'attenzione degli operatori si è concentrata anche sul mercato delle materie prime, dove l'oro ha subito una flessione significativa. Il metallo prezioso, tradizionalmente visto come bene rifugio, ha visto il suo prezzo scendere a 4.900 dollari l'oncia, segnando un calo superiore al 2% nell'arco della giornata -8. A pesare sulla quotazione del lingotto sono stati molteplici fattori: da un lato la scarsa liquidità dovuta alle festività in Asia e negli Stati Uniti, che ha amplificato i movimenti, dall'altro un dollaro americano nuovamente forte, che rende l'oro più costoso per chi detiene altre valute -4.

Il quadro macro tra dollaro forte e attesa per la Fed

La forza del biglietto verde, che ha visto l'indice del dollaro guadagnare terreno rispetto a un paniere di valute, ha messo così sotto pressione le materie prime quotate in dollari, oro in testa. Gli investitori, in questo quadro, sembrano aver ridimensionato le aspettative di un imminente allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve. Sebbene il mercato continui a scommettere su un primo taglio dei tassi entro l'estate, i verbali dell'ultima riunione della banca centrale americana, attesi per il giorno successivo, sono visti come un passaggio chiave per comprendere le reali intenzioni dei policymaker di fronte a un'inflazione ancora da domare e a un mercato del lavoro solido -8. Il tutto mentre la politica estera della nuova amministrazione Trump, con i suoi contatti indiretti per i colloqui sul nucleare iraniano e i tentativi di mediazione per la pace in Ucraina, aggiunge un ulteriore strato di complessità a uno scenario globale già di per sé intricato.

Piazza Affari a due velocità tra rimbalzi e affondi

Guardando nel dettaglio i movimenti di Piazza Affari, emerge una fotografia a due velocità che racconta bene l'umore contrastato del mercato. Se da un lato Tim e Nexi hanno brillato, trascinando l'indice, dall'altro non sono mancati veri e propri tonfi. Oltre al già citato crollo di Diasorin, fuori dal paniere principale ha fatto particolarmente discutere il tracollo di Bff Bank, sprofondata dell'11,8% -3. Sul Titolo della società specializzata in servizi finanziari per la pubblica amministrazione, infatti, pesa un'indagine della Procura di Milano per falso in bilancio, che ha portato contestualmente a degli accertamenti da parte di Consob e Banca d'Italia. Una notizia che ha gelato gli investitori e che ha messo in ombra, in parte, il balzo del 19% di Borgosesia, allineatasi all'offerta pubblica di acquisto lanciata sul suo titolo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.