Oro sopra i 2.700 dollari l'oncia, record storico e mercati in fermento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'oro, il metallo prezioso per eccellenza, ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando per la prima volta la soglia dei 2.700 dollari l'oncia. Questo traguardo, che ha visto lo spot gold toccare i 2.717,25 dollari, rappresenta un aumento del 0,90% rispetto al giorno precedente e un guadagno settimanale del 3,3%. La corsa dell'oro, che ha segnato un incremento di valore di oltre il 30% nel 2024, è stata alimentata da una serie di fattori, tra cui l'attivismo delle banche centrali nel tagliare i tassi di interesse e le crescenti tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, dove la morte di Yahya Sinwar, leader del movimento islamista palestinese, ha innescato nuove preoccupazioni.

Parallelamente, i mercati azionari della zona euro hanno registrato guadagni settimanali, con listini in rialzo, mentre Londra ha chiuso in calo dello 0,37%. Wall Street, pur muovendosi in ordine sparso, si mantiene vicina ai livelli record. Il petrolio, invece, ha visto un nuovo calo, in contrasto con la performance dell'oro e dell'argento, quest'ultimo in aumento del 2,60%, negoziando sopra i 32,50 dollari l'oncia, appena sotto il suo massimo storico di circa 33 dollari.

La debolezza dell'economia tedesca ha contribuito alla discesa dello spread Btp-Bund, che si attesta a 117 punti base. In questo contesto, l'oro si conferma come bene rifugio per eccellenza, con una domanda in costante crescita tra gli investitori, soprattutto negli Stati Uniti, dove i lingotti sono sempre più ricercati. Le preoccupazioni per una possibile escalation delle tensioni internazionali continuano a sostenere le quotazioni del metallo giallo, che si avvia a chiudere la settimana su nuovi massimi storici.

In un mercato caratterizzato da una forte volatilità, l'oro si distingue per la sua capacità di attrarre investitori in cerca di sicurezza, mentre gli asset azionari, pur difendendosi, mostrano segni di incertezza.

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