Mps, Glass Lewis benedice la lista del cda: Palermo resta favorito

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il verdetto, giunto dalla California, non lascia spazio a interpretazioni ambigue: Glass Lewis, il secondo advisor indipendente per importanza dopo l’Iss, ha raccomandato agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di sostenere la lista espressa dal consiglio di amministrazione uscente, in vista dell’assemblea convocata per il 15 aprile. Si tratta di un’indicazione che, di fatto, ridisegna i rapporti di forza nella partita per il vertice della banca più antica del mondo – una partita che coinvolge anche il controllo indiretto su Mediobanca, società controllata dall’istituto senese. I fondi d’investimento, che detengono oltre la metà del capitale, osserveranno con attenzione queste raccomandazioni, e proprio per questo il parere del proxy advisor californiano finisce con l’avere un peso specifico determinante.

Il doppio endorsement per Palermo e Maione, una frattura con Iss

L’analisi prodotta da Glass Lewis, articolata e puntuale, propone un sostegno convinto sia a Fabrizio Palermo come amministratore delegato, sia all’attuale presidente Nicola Maione. Quest’ultimo, secondo il proxy advisor, garantirebbe un mix di esperienza accumulata, riconoscimento formale da parte del cda uscente e, non meno importante, una cornice di stabilità gestionale in una fase che resta delicata per la banca. Qui emerge una discrepanza significativa rispetto al parere espresso pochi giorni prima dall’altro grande advisor, l’Iss: quest’ultimo, pur appoggiando Palermo, aveva invece raccomandato di votare contro la riconferma di Maione. Glass Lewis, al contrario, ne esalta il ruolo, considerandolo elemento di continuità necessario.

La lista alternativa di Plt Holding e la candidatura di Lovaglio

Sul versante opposto si colloca la lista promossa da Plt Holding, che ricandida Luigi Lovaglio nella veste di amministratore delegato: Lovaglio, artefice del risanamento negli ultimi anni (un’operazione avviata a partire dal 2022), rappresenterebbe un’alternativa fondata su un profilo tecnico e su una conoscenza diretta delle fragilità ereditate dal passato. Eppure, sia Iss che Glass Lewis – pur con sfumature diverse sul ruolo della presidenza – hanno concordato nel bocciare questa soluzione. Il ragionamento del secondo advisor, in particolare, si basa su un criterio di governance equilibrata: la lista del cda uscente, si legge nell’analisi, «appare meglio posizionata per offrire una cornice di governance bilanciata e stabile durante un periodo di transizione strategica». Nessun giudizio sulle capacità personali di Lovaglio, piuttosto una valutazione sull’assetto complessivo dei poteri.

I pesi dentro l’assemblea del 15 aprile e il ruolo dei proxy advisor

La doppia raccomandazione, quella di Iss lunedì e quella di Glass Lewis ieri, restringe il campo delle opzioni per i fondi che detengono il 50% scarso del capitale. Non si tratta di un obbligo, chiaramente: i soci rimangono sovrani nelle loro scelte di voto. Tuttavia, nella prassi delle grandi assemblee italiane, il seguito offerto ai proxy advisor è tradizionalmente elevato, soprattutto quando – come in questo caso – le due principali società di consulenza convergono sull’indicazione di fondo. Palermo, dunque, parte avvantaggiato, così come la rosa di candidati presentata dal board. La sfida, semmai, si giocherà sui dettagli: il gradimento per Maione resta più incerto, vista la posizione divergente di Iss, e qualche investitore potrebbe decidere un voto diviso. Per il resto, la partita per la governante di Mps – e per l’influenza su Mediobanca – entra nel suo scampo decisivo, con il 15 aprile come data spartiacque.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.