Bonus furgoni e moto, il governo sblocca il decreto automotive dopo quasi un anno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
È stato pubblicato, dopo una lunga gestazione durata quasi un anno, il nuovo Dpcm Automotive che mette a disposizione del settore una dotazione finanziaria di 1 miliardo e 343 milioni di euro. Il provvedimento, atteso sia dagli addetti ai lavori sia dalle aziende della filiera, cambia radicalmente l’approccio rispetto al passato: la maggior parte delle risorse, circa il 70% del totale, sarà destinata non più ai classici sussidi alla domanda privata, bensì al sostegno delle imprese attraverso investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione.
Questo shift strategico, come spiegato dal ministro delle Imprese, mira a sostenere la transizione industriale, soprattutto per quelle piccole e medie imprese della componentistica che rischiano di soccombere sotto il peso della concorrenza estera e della riconversione tecnologica.
Come funzionano gli incentivi per furgoni, moto e scooter
Il restante 30% del fondo, invece, riaccende i motori degli incentivi destinati direttamente ai consumatori e alle aziende che operano nel trasporto merci. Per quanto riguarda i veicoli commerciali (categorie N1 e N2), sono stati stanziati 180 milioni di euro rivolti principalmente alle Pmi della logistica e delle consegne, con l’obiettivo di ringiovanire un parco circolante spesso obsoleto e inquinante.
Parallelamente, arriva il tanto atteso bonus per le due ruote: 90 milioni di euro finanzieranno l’acquisto di moto, scooter e quadricicli nuovi di fabbrica, purché elettrici o ibridi. In questo caso, per usufruire dello sconto, non bisogna presentare alcuna domanda complessa; è il concessionario aderente che, tramite la piattaforma Ecobonus riaperta dal 18 marzo, prenota il contributo e lo applica direttamente in fattura, con una riduzione che può arrivare fino a 4.000 euro per chi decide di rottamare un vecchio mezzo.
Le misure parallele: noleggio sociale e colonnine domestiche
All’interno del decreto, che sarà trasmesso ora alla Corte dei Conti per l’iter definitivo, trovano spazio anche interventi mirati a segmenti specifici della mobilità sostenibile. Una di queste è il programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale, finanziato con 50 milioni di euro: una misura pensata esclusivamente per i nuclei familiari con Isee inferiore ai 30mila euro, i quali potranno accedere a un veicolo nuovo a patto che rottamino una vecchia auto fino a Euro 4.
Non mancano, infine, risorse per le infrastrutture (68 milioni per le colonnine di ricarica domestiche) e per il retrofit a Gpl o metano delle auto già circolanti, che conta su una dotazione di circa 20 milioni di euro per prolungare la vita dei veicoli più datati riducendone le emissioni.
Il tavolo automotive del 14 luglio: un nuovo vertice a Roma
Proprio mentre si sbloccavano questi fondi, il ministero delle Imprese ha ufficializzato la convocazione di un nuovo Tavolo nazionale sul settore automotive, fissato per il prossimo 14 luglio a Roma. L’incontro, che si terrà a Palazzo Piacentini, vedrà riuniti i rappresentanti dei sindacati, le associazioni di categoria come l’ANFIA e i vertici dei costruttori, con in testa Stellantis, subito dopo la presentazione del suo ultimo piano industriale.
Questo appuntamento, l’ennesimo negli ultimi anni, arriva in un momento in cui i dati della produzione nazionale restano asfittici, con molti stabilimenti alle prese con la cassa integrazione; lo scetticismo tra gli analisti e i lavoratori, che chiedono impegni concreti su siti come Mirafiori e Pomigliano, rimane ancora altissimo.




