L’Ucraina tra pressioni russe e isolamento internazionale: Putin avanza la proposta di un governo transitorio
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Redazione Esteri
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Mentre le truppe russe continuano a esercitare pressioni militari lungo il fronte orientale, Vladimir Putin ha rilanciato l’idea di un’amministrazione transitoria in Ucraina, sostenuta dalle Nazioni Unite, con l’obiettivo dichiarato di condurre il paese verso nuove elezioni. Una mossa che, sebbene presentata come una soluzione diplomatica, viene percepita da Kiev e dai suoi alleati come un tentativo di legittimare l’ingerenza di Mosca negli affari interni ucraini.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha ribadito che il governo di Volodymyr Zelensky rimane l’unico riconosciuto a livello internazionale, respingendo implicitamente la proposta del Cremlino. «L’Ucraina ha un governo legittimo, e questo deve essere rispettato», ha affermato, senza però escludere del tutto un ruolo delle Nazioni Unite in eventuali mediazioni future. Intanto, gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, hanno mostrato una freddezza crescente verso Kiev, allineandosi di fatto a una strategia che favorisce l’isolamento del paese.
Berlino, da parte sua, ha replicato con fermezza alle dichiarazioni di Putin, sottolineando che Zelensky è stato eletto democraticamente e che qualsiasi soluzione imposta dall’esterno sarebbe inaccettabile. La Germania, insieme ad altri partner europei, si prepara a discutere la situazione nel prossimo vertice di Bruxelles, previsto per il 10 aprile, dove si cercherà di coordinare una risposta comune.
Sul piano militare, intanto, la guerra prosegue senza sostanziali cambiamenti, con Mosca che mantiene il controllo su ampie porzioni del territorio ucraino. Le trattative per il rinnovo dell’accordo sul Mar Nero, cruciale per le esportazioni di grano, rimangono in stallo, mentre l’Onu ammette di non essere direttamente coinvolta nei negoziati.




