Putin propone un governo transitorio a Kiev sotto controllo Onu, ma Usa e Germania respingono
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Redazione Esteri
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Il presidente russo Vladimir Putin ha avanzato l’ipotesi di un’amministrazione provvisoria in Ucraina, gestita sotto l’egida delle Nazioni Unite, aprendo così un nuovo fronte nel conflitto che ormai da anni oppone Mosca a Kiev. Durante una visita a Murmansk, Putin ha sostenuto che solo attraverso un governo transitorio – che escluda di fatto Volodymyr Zelensky, considerato illegittimo dal Cremlino – si potrebbero organizzare elezioni democratiche e avviare negoziati di pace. Una mossa che, se da un lato sembra suggerire una parziale ammissione di difficoltà sul campo, dall’altro è stata immediatamente interpretata come un tentativo di delegittimare le istituzioni ucraine.
La proposta, definita da alcuni osservatori un “golpe soft” mascherato da mediazione internazionale, è stata respinta senza esitazione da Stati Uniti e Germania, che hanno ribadito il pieno riconoscimento di Zelensky come presidente eletto democraticamente. Berlino, in particolare, ha sottolineato come qualsiasi soluzione imposta dall’esterno, senza il consenso di Kiev, rischi di minare ulteriormente la stabilità della regione. Anche Washington ha espresso scetticismo, interpretando l’iniziativa come un ulteriore stratagemma per giustificare l’occupazione russa di ampie porzioni del territorio ucraino.
Nel frattempo, la guerra prosegue con attacchi sempre più mirati, tra cui raid condotti con droni kamikaze lanciati dalla Crimea, che hanno colpito infrastrutture civili, aggravando una crisi umanitaria già drammatica. Le parole di Putin, dunque, sembrano più un tentativo di riposizionamento strategico che una reale apertura diplomatica, mentre sul terreno le operazioni militari continuano a segnare il ritmo di un conflitto senza soluzioni immediate.




