Venezia premia Jarmush e Ben Hania, Porcaroli brilla negli Orizzonti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha chiuso i battenti consegnando il Leone d’oro a «Father, mother, sister, brother» di Jim Jarmush, regista il cui lavoro, come spesso accade, ha polarizzato la critica ma alla fine ha convinto la giuria. Un riconoscimento massimo che conferma la cifra autoriale e visionaria del festival, il quale – nonostante le luci del red carpet e il clamore mondano – non ha mai smesso di privilegiare la ricerca cinematografica più coraggiosa.

Il Gran Premio della Giuria, con il Leone d’argento, è andato a «The voice of Hind Rajab» della regista tunisina Kaouther Ben Hania, la quale ha dedicato il premio alla Mezzaluna rossa. Un gesto che, al di là della contingenza politica, ha rimarcato la natura profondamente umana e impegnata del suo cinema, capace di affrontare storie scomode con una poetica unica. La pellicola, che si preannuncia come uno dei titoli più discussi della stagione, affronta tematiche di stringente attualità senza mai cedere alla retorica.

Nella sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze del cinema mondiale, a trionfare è stata l’italiana Benedetta Porcaroli, premiata come migliore attrice per la sua interpretazione ne «Il rapimento di Arabella» di Carolina Cavalli. Il film, girato tra l’Emilia-Romagna e l’altopiano di Roana, segna il secondo lungometraggio della regista dopo il celebrato «Amanda». La Porcaroli, visibilmente emozionata, ha subito tributato la sua riconoscenza alla Cavalli, definendola il suo «alter ego» e sottolineando come la regista «riesca a scrivere quello che mi passa nella testa».

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