Venezia 2025, il Leone d'oro alla tunisina Ben Hania per il film su Gaza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si appresta a consegnare il suo verdetto più atteso in una serata che, al di là dei riconoscimenti, verrà ricordata per la potenza di un'opera destinata a segnare il dibattito pubblico. Il film della regista tunisina Kaouther Ben Hania, il cui titolo non è stato ancora comunicato, ha infatti monopolizzato le discussioni degli ultimi giorni, posizionandosi come il grande favorito per la conquista del Leone d'oro.

Con una scelta registica radicale e di straziante impatto, l'autrice ha costruito il suo lavoro sulle registrazioni autentiche della telefonata di una bambina di sei anni, Hind, rimasta intrappolata a Gaza tra i corpi senza vita dei familiari dopo un attacco militare. Il tentativo fallito dei soccorritori della Mezzaluna Rossa di raggiungerla fornisce la struttura narrativa a un'opera che, evitando qualsiasi retorica, fa parlare esclusivamente i fatti, lasciando allo spettatore il peso di un'emozione pura e devastante.

La proiezione, alla quale hanno fatto seguito ventiquattro minuti di applausi ininterrotti – i più lunghi di questa edizione – ha visto il manifestarsi spontaneo di bandiere con la scritta "Free Palestine" sventolate da un pubblico visibilmente commosso e profondamente colpito. Un momento che ha trascende la dimensione cinematografica per approdare a quella della cronaca e della Storia, confermando come la Biennale resti un osservatorio privilegiato sulle urgenze del presente.

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