Olimpiadi Milano-Cortina, il prezzo del sogno a cinque cerchi tra costi proibitivi e polemiche sulla logistica
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Redazione Sport
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Con l’avvio imminente dei Giochi, dopo un cammino cominciato nel giugno 2019 e culminato nel viaggio della Fiamma attraverso dodicimila chilometri, l’Italia si appresta a vivere i primi Giochi diffusi della sua storia, un evento globale che porterà un indotto stimato in miliardi ma che, nel contempo, presenta un volto meno accessibile di quanto si potrebbe pensare. L’esperienza olimpica per gli spettatori, infatti, si configura fin da subito come una scelta di notevole impegno economico, se si considera che il solo biglietto per la cerimonia inaugurale allo stadio di San Siro può costare fino a duemila euro, una cifra che appare come il preludio a una spesa complessiva spesso esorbitante per chi decida di immergersi nell’atmosfera delle competizioni.
Il conto salato del weekend alpino
Secondo un’analisi condotta dalla società di ricerca PlayersTime, il sogno di assistere alle gare nelle località alpine più ambite può tradursi in una fattura proibitiva. Un fine settimana di tre giorni, pensato per due persone e che includa tutte le voci essenziali – dai biglietti d’ingresso agli spostamenti, dall’alloggio ai pasti – ha la concreta possibilità di superare la soglia dei dodicimila euro. Una somma che, se da un lato riflette la domanda crescente e l’esclusività di certi comprensori, dall’altro delinea un evento sportivo il cui godimento dal vivo rischia di essere riservato a una fascia di pubblico molto specifica, lasciando molti altri a seguire le imprese dei tremilacinquecento atleti soltanto attraverso lo schermo televisivo.
Le critiche internazionali e la difesa all’italiana
Non solo i costi, tuttavia, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento in questa vigilia di Giochi. Un reportage del New York Times, firmato dal corrispondente Jason Horowitz, ha sollevato forti perplessità sull’organizzazione logistica dell’evento, definendola potenzialmente “un incubo”. Il giornale americano ha messo in evidenza, con un tono ironico che non è sfuggito ai commentatori italiani, le lunghe distanze tra le sedi, la tortuosità delle strade di montagna, la complessità dei collegamenti e le inevitabili criticità legate alle nevicate, elementi che – secondo la testata – complicheranno non poco gli spostamenti di atleti e spettatori.
Una risposta sulle difficoltà che sono la nostra natura
Alle osservazioni del quotidiano statunitense, che pure arriva da un paese il cui presidente è nuovamente Donald Trump, è seguita una replica decisa da parte di chi ritiene quelle critiche poco contestualizzate. Si è fatto notare come sia paradossale scoprire solo ora che le Dolomiti sono montuose e che Milano e Cortina d’Ampezzo non siano città confinanti, quasi che la sfida organizzativa di un evento diffuso, che è anche il suo valore aggiunto, venga dipinta come un difetto. Si è obiettato, senza mezzi termini, che le strade strette e i collegamenti complessi sono parte integrante del territorio che ospita i Giochi, una caratteristica fisiologica e non una negligenza progettuale, rimarcando come ogni grande evento, compresi quelli ospitati Oltreoceano, debba affrontare e risolvere le proprie specifiche difficoltà.




