Influenza 2026, picco in vista ma la situazione resta stabile: i dati delle Marche e il monito ai cronici
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Redazione Salute
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La stagione delle infezioni respiratorie acute, che nella sua fase più acuta ha visto l’emergere della cosiddetta influenza K, procede senza le impennate temute dopo il periodo delle feste. “La situazione è relativamente tranquilla, almeno per ora non c’è stato il boom che ci aspettavamo dopo le feste natalizie”, conferma la dottoressa Elisabetta Fabiani, responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale Salesi di Ancona, gettando uno sguardo sulla realtà regionale marchigiana. Un quadro che, nonostante la pressione sui reparti pediatrici – i più colpiti restano i bambini sotto i quattro anni –, sembra aver mantenuto una sua stabilità, lontana da scenari di criticità estrema. I dati nazionali, del resto, offrono un trend che autorizza a un cauto ottimismo, mostrando una lieve ma significativa flessione dei contagi dopo settimane di crescita costante.
I numeri della sorveglianza nazionale
Il bollettino settimanale RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, il cui monitoraggio costituisce un punto di riferimento imprescindibile, fotografa una situazione in lenta evoluzione. Nella settimana compresa tra il 5 e l’11 gennaio 2026, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità si è attestata a 13,3 casi ogni mille assistiti, un valore che segna un decremento rispetto ai 14,1 casi della settimana precedente. Questi numeri, che si traducono in circa 773 mila nuovi casi registrati in soli sette giorni, indicano come il picco dell’ondata influenzale potrebbe essere superato, sebbene i sistemi di sorveglianza italiani ed europei prevedano una “coda” lunga, destinata a protrarsi fino alla primavera. La fase più intensa, comunque, è attesa nel giro delle prossime due settimane, un arco di tempo durante il quale la circolazione virale rimarrà elevata.
L’attenzione per i pazienti fragili
Proprio in questa fase delicata, nella quale il rischio di complicanze si fa più concreto, cresce l’attenzione verso le persone più vulnerabili. Gli anziani, in particolar modo quelli affetti da patologie respiratorie croniche come la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) o l’asma, devono adottare misure di prevenzione rigorose per scongiurare il pericolo di polmoniti, spesso causa di ricoveri ospedalieri. Le raccomandazioni degli specialisti, riassunte dal direttore dell’ospedale di comunità Cristiano Crotti, sono chiare e valgono per tutto l’anno: l’aderenza scrupolosa alle terapie di base per le condizioni croniche rappresenta il primo baluardo difensivo, al quale vanno affiancati uno stile di vita attento, che includa una corretta alimentazione, un’adeguata idratazione e una moderata ma costante attività fisica.
La vigilanza resta necessaria
Sebbene i dati autorizzino a sperare che il peggio sia alle spalle, la vigilanza non può essere abbassata. L’invito a vaccinarsi per le categorie a rischio, a curare con attenzione i sintomi e a proteggere i contatti più fragili rimane attuale, considerata la previsione di una stagione influenzale lunga. La lieve diminuzione dei casi, peraltro, non deve trarre in inganno: la circolazione di virus respiratori, di cui l’influenza K è stata un protagonista di rilievo in questa stagione, continua a mettere a letto migliaia di persone, mantenendo alta la pressione sui medici di famiglia e sui presidi sanitari. La situazione, insomma, richiede ancora prudenza, mentre si attende di vedere se il trend discendente registrato dai numeri nazionali e la stabilità osservata in regioni come le Marche verranno confermati nelle prossime rilevazioni.




