L’incidente sulla Tuscolana, Patrizia Trabucco e Damiano Atzeni: due vite spezzate nello schianto di Roma
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Redazione Interno
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L’ora tarda di un venerdì, poco dopo le ventitré, quando il traffico sulla Tuscolana – arteria che taglia la periferia est di Roma – si fa spesso più fluido ma non per questo meno insidioso, ha fatto da scenario a un incidente che ha cancellato due esistenze. Nello scontro frontale tra due utilitarie, una Fiat Punto e una Fiat 500, hanno perso la vita Patrizia Trabucco, cinquantun anni, e Damiano Atzeni, che ne aveva appena sedici. Un impatto violentissimo, quello avvenuto all’altezza di Vermicino, le cui conseguenze hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre i corpi e i feriti dalle lamiere contorte.
Patrizia Trabucco, la madre che aveva scelto di ricominciare
Patrizia Trabucco, residente a Montecompatri, lavorava all’ospedale privato San Raffaele di quella stessa cittadina. Una cinquantunenne, madre di tre figlie, che nella sua vita aveva già attraversato un periodo difficile, un momento oscuro del quale – come emerge da alcuni suoi racconti – aveva deciso di lasciarsi alle spalle con una frase emblematica: «Da oggi scelgo me». Nel momento dell’incidente viaggiava con due delle sue ragazze, di undici e vent’anni, mentre la terza figlia, quindicenne, era rimasta a casa. Le due giovani sono state trasportate d’urgenza al policlinico Umberto I, dove attualmente si trovano ricoverate in prognosi riservata. I sanitari, senza ancora fornire dettagli sul loro effettivo stato di salute, ne hanno disposto l’osservazione intensiva.
Damiano Atzeni, il sedicenne con i sogni e quei valori scritti sui social
Sull’altra vettura, la Fiat 500, viaggiavano due ragazzi. Alla guida c’era un diciannovenne romano, che è rimasto ferito ma non in pericolo di vita; accanto a lui, sul sedile del passeggero, Damiano Atzeni. Il sedicenne, abitante nella Capitale, aveva ancora tutta la vita davanti. Non un semplice adolescente qualunque, a giudicare dalle parole che lui stesso aveva affidato ai propri profili social: «Aspiro solo a migliorare, a essere migliore di ciò che ero prima. Spesso ho perso tempo, certe volte la testa, ma non ho mai perso i miei valori». Una dichiarazione di intenti, quasi un manifesto personale, che restituisce l’immagine di un ragazzo consapevole dei propri limiti ma determinato a superarli. La sua esistenza, piena di progetti e di quella voglia di crescere che caratterizza l’adolescenza, si è interrotta in un istante, nello schianto di via Tuscolana.
Lo scontro, i rilievi e le due famiglie nella tempesta del dolore
La dinamica esatta resta al vaglio degli inquirenti, anche se la ricostruzione iniziale parla di uno scontro semifrontale tra le due auto, che procedevano in direzioni opposte. Sulla Punto, oltre a Patrizia Trabucco e alle figlie, non c’erano altri occupanti. Sulla 500, invece, il conducente diciannovenne – illeso nelle ossa ma profondamente segnato nell’animo – ha assistito all’impossibilità di fare qualunque cosa per salvare l’amico. I rilievi della polizia locale, finalizzati a chiarire eventuali responsabilità o concause (come un sorpasso azzardato, una distrazione o semplicemente l’asfalto reso viscido dalla serata), sono ancora in corso. Quel che è certo è che due nuclei familiari, quello di Montecompatri e quello romano di Damiano, si trovano ad affrontare contemporaneamente la gestione di un lutto improvviso e, per la madre cinquantunenne, anche l’angoscia per le condizioni delle figlie sopravvissute.




