Achille Polonara, il racconto del coma: «Non ricordo nulla, mi dicevano che sarei morto»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La grande paura, che per giorni aveva aleggiato in un silenzio carico di apprensione, sembra essersi per il momento allontanata, lasciando il posto a un racconto tanto drammatico quanto necessario. A rompere quel riserbo, dettato da una delicata privacy, è stata Erika Bufano, la moglie di Achille Polonara, la quale, con le parole spezzate dall'emozione, ha affidato a Nicolò De Devitiis, inviato de Le Iene e amico di famiglia, il peso di quelle ore terribili. In un servizio trasmesso dal programma, ha confermato ciò che fino a quel momento era circolato solo come un flebile sussurro tra le redazioni: le condizioni del cestista, dopo il trapianto di midollo osseo effettuato il 25 settembre, avevano subito un improvviso e gravissimo peggioramento.

Il blackout e il coma

Dopo l'operazione, infatti, le comunicazioni tra Polonara e l'inviato, fino a quel momento costanti attraverso videochiamate quotidiane, si erano interrotte di colpo, creando un vuoto di notizie che solo in un secondo momento ha trovato una spiegazione. Erika Bufano ha rivelato che al marito, mentre combatte la leucemia mieloide diagnosticatagli nel giugno 2025, «è partito un trombo», un evento che ha provocato una carenza di ossigeno al cervello. Quel trombo, che ha viaggiato nel suo Corpo già provato dalle cure, è stato la causa diretta di un coma dal quale le sue possibilità di risvegliarsi erano stimate, dai medici, come estremamente esigue.

La battaglia contro ogni pronostico

«Mi avevano detto che al novanta per cento sarei morto», ha confessato lo stesso Achille Polonara, il quale, con una lucidità ritrovata ma segnata dall'esperienza, ammette di non ricordare nulla di quel periodo di incoscienza. Una battaglia, la sua, combattuta non solo contro la malattia ma anche contro un pronostico che lasciava ben poco spazio alla speranza, dove la percentuale di sopravvivenza appariva così bassa da trasformare ogni giorno in una vittoria inattesa. La moglie, al suo fianco insieme ai due figli piccoli, ha potuto finalmente dichiarare che ora il giocatore «è fuori pericolo», una frase che racchiude un sollievo immenso, sebbene il percorso di guarigione sia ancora lungo.

Il percorso dalla diagnosi a oggi

Il servizio de Le Iene ha ripercorso le tappe di questa difficile vicenda, partendo dalle prime fasi delle cure fino all'intervento chirurgico che avrebbe dovuto segnare una svolta decisiva. Quello che è accaduto nel post-operatorio, però, ha aggiunto un capitolo inaspettato e ancor più doloroso a una storia già segnata dalla sofferenza. L'episodio del trombo e del conseguente coma rappresenta una complicanza grave, una di quelle che, pur non volendo aggiungere dettagli non necessari, segna profondamente il fisico e l'animo di chi la vive, costringendo a una resilienza che pochi possiedono.

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