Achille Polonara, il ritorno alla vita dopo il coma: “Non vi libererete facilmente di me”
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Redazione Sport
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Achille Polonara, l’ala della Dinamo Sassari, ha vinto una delle sue partite più difficili, quella contro una gravissima complicanza medica che lo aveva portato in coma dopo il trapianto di midollo osseo. Le sue dimissioni dall’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna segnano la fine di un incubo e l’inizio di un nuovo capitolo, tutto da scrivere, che avrà come cardini la riabilitazione e il ritorno a una quotidianità sospesa per mesi. “Non vi libererete facilmente di me”, ha dichiarato con una forza che sembrava perduta, rivelando di avere fatto una promessa precisa a sua moglie, quella di lottare con ogni mezzo a sua disposizione.
La battaglia contro la leucemia e la complicanza inattesa
La diagnosi di leucemia mieloide acuta, giunta il 10 giugno, aveva imposto una corsa contro il tempo, culminata nel trapianto di midollo osseo effettuato il 25 settembre. L’operazione, vitale per le sue condizioni, si era svolta con un midollo compatibile al 90 per cento, proveniente da una donatrice americana, lasciando inizialmente spazio a un cauto ottimismo. Quello che nessuno poteva prevedere, tuttavia, era l’insorgere di una complicanza così severa da mettere in serio pericolo la sua stessa esistenza: la formazione di un trombo che lo ha precipitato in uno stato di coma, un evento che i medici hanno definito come dotato di “possibilità di vita molto basse”.
Il racconto della moglie e la promessa
Sono state settimane di angoscia, raccontate dalla moglie ai microfoni di “Le Iene”, durante le quali la speranza è stata l’unico appiglio a cui aggrapparsi. La gravità della situazione è stata resa pubblica dallo stesso Polonara, il quale ha rivelato di aver ricevuto una prognosi durissima, con una probabilità di sopravvivenza stimata attorno a un misero dieci per cento. In quel frangente, segnato dalla paura e dall’incertezza, è nata la promessa fatta alla compagna, un patto d’amore e di resistenza che è diventato il faro nella sua personale oscurità.
La nuova fase della riabilitazione
Ora, superata la fase più acuta, per il cestista si apre un percorso altrettanto impegnativo, fatto di esercizi e di paziente lavoro per riconquistare piena autonomia. La riabilitazione rappresenta l’ultimo, faticoso, tratto di una maratona iniziata mesi fa, un impegno che assorbirà energie e determinazione. La sua storia, al di là dell’esito sportivo, rimane una testimonianza di resilienza di fronte a una prova che ha messo alla prova non solo il fisico, ma l’intera sua persona.




