Furto di documenti negli hotel, il garante per la privacy avvia verifiche dopo l’attacco hacker
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il garante per la protezione dei dati personali è intervenuto con misure urgenti dopo che un attacco informatico ha colpito diverse strutture alberghiere italiane, portando alla sottrazione di oltre 70mila scansioni di documenti di riconoscimento. Passaporti, carte d’identità e patenti, archiviati digitalmente durante le procedure di check-in, sono finiti nel mirino del gruppo hacker "Mydocs", che ha già iniziato a rivenderli nel dark web. L’Autorità, oltre a predisporre tutele immediate per gli esercizi colpiti, ha esortato tutte le strutture ricettive a segnalare tempestivamente eventuali anomalie, come previsto dalla normativa sulla privacy.
Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker hanno preso di mira almeno quattro hotel tra giugno e luglio 2025, sfruttando vulnerabilità nei sistemi informatici per accedere agli archivi digitali. Le scansioni, ad alta risoluzione, contengono dati sensibili che, una volta immessi nel mercato illegale, potrebbero essere utilizzati per frodi o falsificazioni. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha confermato la portata dell’operazione, definendola una delle più estese degli ultimi anni nel settore turistico.
Mentre le indagini proseguono per identificare i responsabili, il garante ha ribadito l’obbligo per gli albergatori di informare i clienti coinvolti, come previsto dal regolamento europeo. "La gravità dell’episodio richiede massima trasparenza", si legge nella nota, che invita a non sottovalutare alcun segnale sospetto. Intanto, la diffusione dei documenti nel dark web solleva interrogativi sui rischi per i cittadini, esposti a possibili utilizzi illeciti dei propri dati personali.




