Estate 2026 da record: mai così calda in Europa occidentale

Estate 2026 da record: mai così calda in Europa occidentale
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Europa occidentale, superando anche il primato stabilito nel 2003. I dati diffusi il 2 ottobre da Copernicus indicano per la regione una temperatura media di 21,7 gradi, superiore di 2,5 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Considerando invece l’intero continente europeo, i tre mesi compresi tra giugno e agosto si collocano al terzo posto tra le estati più calde della serie analizzata.

Caldo estremo e stress termico su oltre metà dell’Europa

La stagione è stata segnata da ondate di calore intense e persistenti, accompagnate da condizioni di forte siccità. Secondo il Copernicus Climate Change Service, entro la fine dell’estate il 52% del continente era stato interessato almeno una volta da una situazione classificata come “stress termico molto forte”, che nell’indice utilizzato dal servizio europeo corrisponde a una temperatura percepita pari o superiore a 38 gradi. Le condizioni estive erano cominciate in anticipo: una prima importante ondata di calore aveva investito ampie zone occidentali già alla fine di maggio, mentre temperature eccezionalmente elevate sono proseguite nei mesi successivi.

I nuovi primati non hanno riguardato una singola area. Copernicus segnala temperature record in vaste zone di Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Italia, con valori stagionali particolarmente elevati nella parte occidentale del continente. I dati ERA5 mostrano inoltre che quasi tutta l’Inghilterra, il Galles e il Belgio, insieme a gran parte di Francia, Spagna, Italia, Svizzera e Austria, hanno registrato le temperature medie estive più alte almeno dall’inizio della serie considerata nel 1979. Anche settembre ha mantenuto in alcune aree caratteristiche termiche eccezionali rispetto al periodo dell’anno.

Il confronto con il 2003 e le ultime estati europee

Il precedente riferimento per l’Europa occidentale era l’estate del 2003, ricordata per una delle più severe ondate di calore che abbiano interessato la regione. Il confronto con il 2026 evidenzia però anche un cambiamento nella successione delle stagioni recenti: Copernicus rileva che tutte le estati dal 2015 in poi sono state più calde della media 1991-2020 nell’area occidentale. Per l’intera Europa il valore medio dell’estate appena conclusa è risultato superiore di 1,17 gradi rispetto al periodo di riferimento; davanti nella graduatoria continentale rimangono il 2024, con un’anomalia di 1,55 gradi, e il 2022, con 1,34 gradi.

La distribuzione del caldo non è stata uniforme nei tre mesi. Giugno è risultato il secondo più caldo mai registrato in Europa, mentre agosto si è collocato al quarto posto; luglio, caratterizzato da differenze regionali più marcate, è stato invece l’undicesimo più caldo. Durante agosto le anomalie più importanti si sono estese dalla Spagna nordorientale verso il Mediterraneo occidentale e centrale fino all’Europa orientale, mentre Francia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e gran parte dei Balcani hanno registrato temperature generalmente superiori di 3-5 gradi alla media mensile.

Fiumi ai minimi e mari eccezionalmente caldi

Gli effetti della stagione non si sono limitati alle temperature dell’aria. Copernicus ha rilevato in Europa flussi fluviali estivi ai livelli più bassi da oltre trent’anni, conseguenza delle condizioni secche persistenti che hanno accompagnato le ripetute fasi di caldo. Nello stesso periodo sono state osservate temperature superficiali del mare record o vicine ai record in diversi bacini europei. L’accumulo di energia nelle acque rappresenta un altro elemento caratteristico dell’estate appena terminata e riguarda direttamente anche il Mediterraneo.

In Italia, un’elaborazione di Greenpeace basata su dati forniti da ricercatori Istat ha evidenziato un altro aspetto del caldo urbano: in tutti i capoluoghi di Regione la media delle temperature superficiali massime rilevate via satellite su tetti, strade, piazze e aree verdi ha superato i 40 gradi. Nel 2025 la stessa soglia era stata oltrepassata in dieci capoluoghi su venti. Roma ha registrato il valore più elevato, con 46,9 gradi di temperatura superficiale massima media, mentre Trento, con 40,1 gradi, è risultata la città più vicina alla soglia considerata.

Anche le acque italiane hanno accumulato quantità eccezionali di calore durante la stagione. Le prime analisi del progetto Mare Caldo di Greenpeace, dedicato al monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini, indicano temperature particolarmente elevate nei mari che circondano la penisola. L’organizzazione segnala che una maggiore quantità di energia immagazzinata nel Mediterraneo può contribuire ad alimentare fenomeni meteorologici intensi quando nell’atmosfera si presentano le condizioni favorevoli al loro sviluppo.

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