Lipsia, il drone esplosivo e la trappola della guerra ibrida: Berlino accusa Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il governo tedesco ha ufficialmente attribuito alla Russia la responsabilità dell'attacco con drone avvenuto lo scorso 4 agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle, un episodio che ha aperto un nuovo e delicato capitolo nelle già tese relazioni tra Berlino e Mosca. Il velivolo, carico di esplosivo, era stato rinvenuto nei pressi di aerei cargo ucraini e neutralizzato prima che potesse esplodere, ma la vicenda ha innescato un serrato confronto diplomatico e sollevato interrogativi sulla natura ibrida del conflitto in corso.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto le accuse definendole "illazioni completamente infondate, assurde e prive di qualsiasi prova", mentre la Farnesina italiana ha dovuto fare i conti con la scoperta che uno dei due sospettati autori dell'attentato era entrato in Europa con un visto rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk.

La cautela di Berlino e le parole di Marta Serafini

La decisione tedesca di indicare pubblicamente un responsabile è arrivata solo dopo approfonditi accertamenti, come ha sottolineato la giornalista Marta Serafini, del Corriere della Sera, intervenuta al programma "In Onda" su La7. Serafini ha messo in guardia dalle reazioni affrettate, spiegando come la natura stessa del conflitto, ormai declinatosi su un piano ibrido, renda particolarmente insidioso ogni passo: "Il fatto di reagire e di rispondere è al tempo stesso una trappola della guerra ibrida".

Le sue parole fotografano il dilemma di fronte al quale si trovano i governi europei: rispondere con fermezza a un atto di sabotaggio rischia di alimentare una spirale di tensioni che Mosca potrebbe sfruttare per legittimare ulteriori provocazioni, mentre tacere equivarrebbe a un'accettazione passiva di un'aggressione su suolo europeo. La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha ribadito la posizione di Berlino, parlando di una "chiara escalation" e annunciando la chiusura del consolato russo a Bonn e della Russian House a Berlino.

Identificati i sospetti: il nodo del visto italiano

Gli investigatori tedeschi hanno compiuto un passo avanti significativo nell'inchiesta, identificando due presunti autori dell'attentato di Lipsia. Si tratta di un russo con passaporto lettone e di un bielorusso con passaporto russo, entrambi ritenuti responsabili della preparazione dell'attacco con droni sventato il 4 agosto.

La notizia che ha avuto maggiore risonanza in Italia riguarda proprio il secondo sospettato: secondo quanto rivelato dai media tedeschi, il bielorusso sarebbe entrato nello spazio Schengen grazie a un visto turistico rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk, e il suo DNA è stato rinvenuto nell'area dell'aeroporto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, raggiunto in Irlanda per un vertice dei ministri Ue, ha annunciato che il governo verificherà la vicenda: "Controlleremo. C'è un processo per la concessione dei visti, perché devono esserci determinati requisiti.

Se le persone li hanno, e non c'è nessun 'alert' sulle singole persone, viene concesso il visto. Se è così, cercheremo di capire perché è stato concesso quel visto".

L'arsenale della guerra ibrida: oltre missili e carri armati

L'attacco di Lipsia è solo l'ultimo, eclatante episodio di una strategia più ampia che la Russia sta conducendo contro i Paesi europei, una guerra che non si combatte solo con le armi convenzionali. L'arsenale di Mosca, in questo contesto, si è arricchito di strumenti subdoli e difficilmente riconducibili a un singolo attore: droni, hacker, sabotatori, navi spia e una pervasiva campagna di disinformazione.

La Germania, in particolare, ha denunciato oltre 300 tentativi di sabotaggio contro infrastrutture fisiche nell'ultimo anno, oltre a sofisticate operazioni di influenza politica attribuite all'intelligence militare russa, il GRU. In questo scenario, l'Italia non è immune: secondo il rapporto Clusit, il nostro Paese è considerato un "bersaglio preferenziale" per attacchi informatici, con un incremento del 48,7% degli incidenti provocati da aggressori esterni tra il 2024 e il 2025.

La premier Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà alla Germania, sottolineando che "le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi sono una questione che riguarda tutti noi, e saranno affrontate con una risposta unita".

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