Pogacar domina la Liegi-Bastogne-Liegi e firma il tris, Ciccone secondo in una prova di coraggio
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Redazione Sport
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Tadej Pogacar ha scritto un altro capitolo della sua leggenda vincendo per la terza volta la Liegi-Bastogne-Liegi, confermandosi come il dominatore incontrastato delle classiche monumento. Lo sloveno, che già nel 2021 e nel 2024 aveva solcato il traguardo della "Doyenne" da campione, ha replicato con un’azione tanto spettacolare quanto chirurgica, spezzando le resistenze del gruppo sulla Côte de la Redoute e volando verso il successo con un margine che ha reso inutile ogni contrattacco.
A completare il podio, l’azzurro Giulio Ciccone, capace di resistere alla selezione e di battere in volata l’irlandese Ben Healy, mentre un altro italiano, Simone Velasco, ha sfiorato il terzo posto chiudendo quarto, seguito da Andrea Bagioli, sesto. Un’edizione, quella del 2025, che ha visto l’Italia protagonista, ma ancora una volta senza riuscire a scalfire l’egemonia di Pogacar, il quale colleziona così l’ottavo podio consecutivo in una monumento, primato assoluto nella storia del ciclismo moderno.
"Bello chiudere così la prima parte di stagione", ha commentato il corridore dell’UAE Team Emirates, che ora si preparerà al ritiro in Sierra Nevada in vista del Tour de France, obiettivo principale della sua annata. Quella di oggi è stata una vittoria costruita con pazienza e sferrata nel momento decisivo: dopo aver controllato la corsa insieme alla sua squadra, Pogacar ha scelto la Redoute – salita che già in passato aveva regalato epiche fughe – per l’attacco risolutivo. Un’accelerazione netta, a trenta chilometri dal traguardo, che ha lasciato senza risposte gli avversari e gli ha permesso di gestire il vantaggio fino al traguardo.
Per Ciccone, invece, un secondo posto che vale come una vittoria, frutto di una corsa intelligente e di una resistenza fuori dal comune. Il rider della Lidl-Trek, spesso protagonista nelle corse di un giorno, ha dimostrato ancora una volta di essere tra i migliori interpreti del ciclismo moderno, capace di lottare per il successo anche contro avversari di altissimo livello.




