Honda Transalp 750, la prova della media con la E-Clutch che (forse) cambia le regole

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sotto i riflettori del recente EICMA 2025, Honda ha presentato l’aggiornamento più sostanzioso per la sua media adventure, la XL750 Transalp, destinata a diventare un riferimento nel segmento per il model year 2026. Lanciata nel 2023 con un buon riscontro di vendite in Europa – posizionandosi stabilmente ai vertici delle classifiche di settore – la moto giapponese non stravolge il proprio progetto di base, che anzi rimane saldamente ancorato alle sue coordinate vincenti. Il propulsore è sempre il bicilindrico parallelo frontemarcia da 755 cm³, un’unità che conoscevamo già apprezzata per la sua sostanza: eroga una potenza massima di 92 CV a 9.500 giri/min e un picco di coppia di 75 Nm a 7.250 giri/min, valori che la rendono credibile tanto nel traffico cittadino quanto nei percorsi extraurbani più impegnativi. La vera novità, però, arriva dove non te l’aspetti, nella gestione del cambio, e si chiama E-Clutch.

Si tratta di un sistema che, a ben vedere, segna un’evoluzione importante nel modo di intendere la trasmissione, senza però rinunciare alla tradizione. Honda ha scelto di non stravolgere l’esperienza di guida con un cambio completamente automatico (come il DCT dell’Africa Twin), ma di introdurre una frizione a controllo elettronico che opera in parallelo con la leva tradizionale, lasciata al suo posto sul manubrio. La filosofia è chiara: offrire un livello di automazione che alleggerisca il carico di lavoro, senza mai togliere al pilota la possibilità di tornare a gestire manualmente l’innesto quando lo desidera. Due piccoli motori elettrici, integrati nel carter, comandano l’apertura e la chiusura della frizione in base a parametri come il regime del motore, la velocità e la posizione del gas, interpretati dalla centralina.

Il funzionamento, in pratica, si articola in tre scenari principali che provano a rendere la vita del motociclista più semplice. Da fermo, è possibile innestare la prima marcia (o qualsiasi altra) senza toccare la leva della frizione: un vantaggio non da poco in quei semafori cittadini dove la mano sinistra finisce per affaticarsi inutilmente. Nel momento in cui si agisce sulla manopola del gas, il sistema rilascia la frizione in modo fluido, gestendo il punto di stacco con una precisione che elimina il rischio di spegnimenti improvvisi. Una volta in movimento, la E-Clutch agisce come un quickshifter evoluto: nelle scalate, sfruttando la piattaforma ride-by-wire, effettua automaticamente il classico “colpo di gas” per far girare il motore e rendere l’innesto del rapporto inferiore completamente fluido, senza quegli strappi che talvolta caratterizzano i cambi rapidi tradizionali.

Ma c’è di più. A differenza di quanto avviene per i soli quickshifter, il sistema interviene anche in situazioni altrimenti critiche, come le frenate violente o le rallentate fino all’arresto completo. Se si ferma la moto con una marcia ancora inserita, la E-Clutch disinnesta automaticamente la frizione, evitando lo spegnimento del motore e permettendo di ripartire senza dover scalare manualmente fino alla prima. Sul piano ciclistico, poi, l’aggiornamento 2026 porta con sé anche un’importante revisione delle sospensioni, che diventano completamente regolabili: la forcella rovesciata Showa SFF-CA da 43 mm e il mono ammortizzatore Pro-Link offrono ora la possibilità di regolare il precarico e gli idraulici in estensione e compressione, un dettaglio che farà certamente piacere a chi ama personalizzare l’assetto in base al carico o al tipo di fondo.

Sul fronte dell’elettronica di gestione, la nuova Transalp adotta il sistema Throttle By Wire (TBW), che permette di selezionare quattro modalità di guida preimpostate – Sport, Standard, Rain e Gravel – più due configurazioni personalizzabili. In ognuna di queste, il pilota può agire su livelli separati del controllo di trazione HSTC, sul freno motore e sull’erogazione della potenza, con la possibilità di disinserire l’ABS al posteriore per una guida più tecnica sullo sterrato. Tutto viene gestito attraverso un nuovo cruscotto TFT a colori da 5 pollici, con connettività Honda RoadSync che permette di collegare lo smartphone e gestire chiamate e navigazione.

Esteticamente, la casa nipponica ha scelto di mantenere l’impostazione da adventure pura, con il caratteristico gruppo ottico anteriore doppio che richiama la sorella maggiore Africa Twin, ma ha aggiornato le livree introducendo il nuovo Matt Ballistic Black Metallic e il Pearl Deep Mud Grey, accanto al classico Bianco Tricolore che omaggia la prima XL600V. La strumentazione, così come l’illuminazione full LED, completano un quadro tecnologico che si pone come obiettivo quello di rendere questa media cilindrata un punto di riferimento per chi cerca versatilità reale, sia nel traffico quotidiano che nel momento in cui si decide di mollare tutto e partire per un viaggio. La presenza di serie del paramotore in alluminio e la possibilità di accedere a cinque pacchetti di accessori (Urban, Touring, Adventure, Rally e Comfort) testimoniano poi la volontà di Honda di coprire uno spettro d’uso molto ampio, senza lasciare nulla al caso.

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